Cultura aziendale obsoleta e difesa a oltranza dello status quo frenano innovazione e crescita

L’innovazione e i processi di sviluppo aziendale avanzano ancora lentamente in Italia e in Europa, nonostante gli ingenti investimenti in digitalizzazione messi in campo per rafforzarne la competitività. Secondo uno studio di KeyPartners, società specializzata in executive search e leadership advisory, a pesare non sarebbe tanto un limite tecnico quanto, piuttosto, un fattore culturale, strettamente legato all’adozione di modelli manageriali ormai superati.
In particolare, per il 56% del campione degli oltre 150 professionisti Hr coinvolti nell’indagine, il principale ostacolo al cambiamento è rappresentato dal micromanagement, una pratica basata più sul controllo che sulla delega e sulla responsabilizzazione del personale. Il 42% degli intervistati chiama in causa, invece, la tendenza a difendere lo status quo a oltranza, il 38% l’incompetenza tecnica e manageriale, il 36% la mancanza di coraggio decisionale. A seguire, con il 24%, un insieme di problematiche organizzative trasversali che vanno dall’ambiguità nei ruoli a culture aziendali rigide che penalizzano l’errore e disincentivano la sperimentazione. Impattando direttamente sul benessere delle persone, queste pratiche organizzative alimentano altresì la fuga dei talenti, considerata dal 48% dei rispondenti tra le sfide più complesse per imprese ‘conservative’ poco inclini all’ascolto e alla costruzione di fiducia.
Tra le nuove sfide per il comparto Hr troviamo poi l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali. Circoscritto al momento ad applicazioni operative come il recruitment, l’uso dell’IA nelle funzioni Hr è destinato ad allargarsi fino a comprendere l’employee engagement e l’incentive. “L’indagine conferma che il ruolo dell’Hr è destinato a cambiare profondamente – commenta Marco Oliveri, co-founder & partner di KeyPartners – Non sarà più una funzione di supporto bensì un osservatorio capace di leggere in anticipo le fragilità organizzative accompagnando il cambiamento e valorizzando davvero il potenziale delle persone”.
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