Calabria

Crotone, sequestrarono e picchiarono un 23enne: condannati a 11 anni e 10 mesi I NOMI

Tutti condannati. Il gup di Catanzaro Piero Agosteo ha inflitto oggi in abbreviato 11 anni e 10 mesi di carcere ciascuno a Fabrizio Gallo, Salvatore Laudari, Francesco Pupa, Francesco Gallo, Gianfranco Gallo e Gregorio Laudari, accusati dalla Dda di aver sequestrato e pestato a sangue un 23enne di Crotone nel rione Lampanaro il 28 novembre 2024, con violenza degna del film di Kubrick “Arancia meccanica”. I 6 imputati sono stati riconosciuti responsabili di sequestro di persona a scopo d’estorsione, lesioni personali e rapina, col beneficio delle attenuanti generiche. Per gli inquirenti, la vittima sarebbe stata aggredita, caricata di forza a bordo di un’auto, condotta nel cortile di un’abitazione a Lampanaro, percossa a calci e pugni durante un vano tentativo di fuga; e poi trasportata in un altro appartamento, pestata con un martello e minacciata con un coltello e un’ascia.
Momenti di estrema violenza quelli descritti nelle carte dell’inchiesta condotta dalla Squadra mobile di Crotone che, il 17 febbraio 2025, portò all’arresto dei 5 presunti componenti del “branco”: Fabrizio Gallo, Gregorio Laudari, Salvatore Laudari, Francesco Pupa e Luciano Gallo (che sarà giudicato in Assise). Diversamente, finirono in manette nell’immediatezza dell’accaduto Francesco Gallo e Gianfranco Gallo in seguito all’irruzione degli agenti nella casa di quest’ultimo, dopo essere stati avvisati dall’amico del ragazzo pestato. Mentre gli altri sodali riuscirono ad allontanarsi fino al blitz, scattato un anno fa.
Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero anche chiesto un riscatto di 10 mila euro a un amico del malcapitato dal quale pretendevano la consegna della sua auto. Il racconto della vittima, quello dell’amico, insieme alle intercettazioni e ai rilievi della “scientifica” hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’aggressione e del successivo sequestro del giovane. All’origine del raid ci sarebbe stato un furto compiuto dal malcapitato e dal suo amico nella casa di Gianfranco Gallo. Da qui l’imboscata ai danni del ragazzo che fu aggredito a calci e pugni con un martello e un casco e poi caricato di forza su una Opel Corsa diretta in via Federico Fellini. Prima tappa di quel rosario di violenze che per il 23enne terminò con l’arrivo degli agenti. Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Rocco Santoro, Aldo Truncè, Sergio Rotundo e Fabrizio Salviati.


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