Calabria

Crotone, Musso è il “dottore” del gol

Il destino nel segno del Crotone, la magia degli ultimi minuti di mercato e un sorriso che racconta ambizione e leggerezza. Antonino Musso si presenta così al popolo rossoblù: 26 anni, nato a Partinico, provincia di Palermo, è una prima punta che vive il calcio con intensità totale. «Il Crotone mi porta fortuna», dice con convinzione. Ed in effetti l’approdo in riva allo Jonio ha il sapore di quelle sliding doors che segnano una carriera. Una trattativa vissuta sul filo, con altre piste aperte e la certezza arrivata soltanto all’ultimo minuto di mercato. «Non ero sicuro di venire a Crotone fino alla fine», ammette. Poi il lavoro del direttore, definito «incredibile», e la scelta di sposare un progetto che lo aveva già colpito da avversario.
«Ho preso delle belle “rumbe” contro il Crotone, ma qualche dispiacere gliel’ho dato anch’io». Segno che il carattere non gli manca. Prima punta moderna, Musso ama «fare tante cose in partita»: attaccare la profondità, muoversi, legare il gioco e lavorare per i compagni. Dinamismo e spirito di squadra sono il suo marchio. Un modello? Lautaro Martínez. «Mi fa impazzire il suo atteggiamento, la cattiveria, la fame».
Fuori dal campo, però, c’è un’altra partita. A marzo discuterà la tesi in nutrizione umana, la terza nel suo percorso di studi. «Il mio hobby, negli ultimi anni, è studiare», sorride. La playstation è un ricordo: troppo tempo sottratto ai libri e agli obiettivi. E poi c’è lo spogliatoio, quello delle risate e della complicità. Protagonista l’amico Blondette e una mela. «La portavo sempre dopo l’allenamento. Lui la prendeva, la mordeva e la rimetteva al suo posto, girata, con il morso nascosto». Ogni volta la stessa scena, ogni volta la stessa risata. Perché il calcio è fatica e ambizione, ma anche leggerezza.


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