Calabria

Crotone, l’ombra del lavoro nero: irregolare l’80% delle aziende controllate. Maxisanzioni per 180mila euro



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Un quadro allarmante che fotografa una realtà fatta di sfruttamento e totale spregio delle norme sulla sicurezza. È quanto emerge dal bilancio della vasta campagna di controlli condotta dall’inizio dell’anno dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Crotone, supportato dai reparti dell’Arma territoriale, mirata al contrasto del lavoro sommerso e alla verifica della sicurezza sui luoghi di lavoro nella provincia.

I numeri del blitz: irregolarità a tappeto

I dati raccolti nei primi mesi del 2026 non lasciano spazio a dubbi. I militari hanno effettuato 68 accessi ispettivi in settori chiave dell’economia locale: ristorazione, strutture ricettive, edilizia, agricoltura e commercio. Di queste attività, ben 57 sono risultate irregolari, segnando un tasso di non conformità che sfiora l’84%.

Il dato più critico emerge però dal controllo della manodopera: su 120 posizioni lavorative passate al setaccio, 48 lavoratori sono risultati totalmente “in nero” (il 40% del totale). Si tratta di quasi un lavoratore su due privo di qualsiasi tutela assicurativa, previdenziale e contrattuale.

Sospensioni e maxisanzioni

La risposta dei Carabinieri del NIL è stata immediata e severa:

6 attività imprenditoriali sospese per aver superato la soglia critica di personale non regolarizzato.

179.942 euro il computo totale tra ammende e sanzioni amministrative comminate.

Scattata la maxi-sanzione da 3.900 euro per ciascun dipendente trovato a lavorare in nero, a cui si aggiunge un ulteriore blocco di sanzioni amministrative pari a oltre 52mila euro.

Sicurezza sul lavoro: pioggia di denunce penali

Oltre al sommerso, le verifiche hanno portato alla luce una serie di gravi violazioni al Decreto Legislativo 81/2008 (il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro). Carenze strutturali e organizzative che hanno fatto scattare sanzioni di carattere penale per gli imprenditori e che riguardano:

Omessa sorveglianza sanitaria (mancanza delle visite mediche obbligatorie per l’idoneità dei dipendenti).

Mancata formazione del personale sui rischi aziendali.

Carenze nei dispositivi antincendio (estintori non revisionati) e nella segnaletica di emergenza.

Impianti di videosorveglianza “pirata”, installati per controllare i dipendenti senza le prescritte autorizzazioni dell’Ispettorato.

Tolleranza zero: i controlli continuano

L’operazione non si ferma qui. Dal Comando provinciale fanno sapere che le attività di controllo proseguiranno capillarmente in tutto il territorio crotonese. L’obiettivo resta quello di ripristinare la legalità e garantire il diritto a un lavoro sicuro. Le indagini e le ispezioni continueranno a essere coordinate in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio.


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