Calabria

Crotone, le mani della cosca dappertutto: “Non vendere drink al banco”, e giù botte e attentati

Non solo il controllo su ristoranti e locali del lungomare di Crotone. La cosca Megna di Papanice era pronta a tutto per sabotare la concorrenza, e sarebbe stato solito agire con intimidazioni, minacce fino all’aggressione fisica pur di fermare coloro che potevano rappresentare un intralcio per i propri affari. Ne è convinta la Dda di Catanzaro con l’operazione “Cassandra” scattata ieri con tre arresti. Sotto la lente della GdF di Crotone è finito l’episodio che si verificò nel 2022 che ebbe come vittima Francesco Putrone. L’imprenditore si ritrovò nelle grinfie del gruppo criminale solo perché aveva deciso di aprire il locale “Mida”, in via Cristoforo Colombo, a pochi passi dal “Gin Lab” riconducibile ai “papaniciari”.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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