Crotone, amianto, ex mercati generali è bomba ambientale
Emergenza amianto. Tetti sfondati, rifiuti e amianto negli ex mercati generali di Crotone: associazioni denunciano un pericolo sanitario nel cuore della città, mai bonificato da decenni
Crotone convive da decenni con l’amianto, ma negli ex mercati generali la bomba ambientale è ormai a orologeria: tetti sfondati, lastre sbriciolate, rifiuti di ogni tipo trasformano questo spazio nel cuore della città in una discarica a cielo aperto che minaccia migliaia di persone. Capannoni abbandonati, recinzioni divelte e cancelli spalancati raccontano un degrado che non è solo urbanistico, ma innanzitutto sanitario.
AMIANTO AGLI EX MERCATI GENERALI, LA DENUNCIA DEL GEOLOGO PIRILLO
A denunciarlo è il geologo Giuseppe Pirillo, presidente dell’associazione “Cittadini Liberi”, che ha voluto accompagnare la stampa dentro l’area per mostrare la situazione. Sottolinea, poi, che il sito è «a meno di duecento metri dall’istituto comprensivo Alcmeone e dal liceo linguistico Gravina e con giornate ventose come questa le fibre vengono letteralmente sospinte verso la città». A pochi passi scorre il fiume Esaro, che in caso di piena può trascinare il materiale inquinante verso il mare e le aree limitrofe.
CROTONE AREE A MAGGIOR RISCHIO AMIANTO
Crotone, sottolinea Pirillo, individuata, già nel 2016, tra le aree italiane a maggior rischio amianto, con un quadro sanitario segnato da patologie correlate all’esposizione prolungata. In particolare, a suo dire uno studio del 2018 ha misurato concentrazioni di fibre nell’aria comprese tra 0,01 e 0,16 per litro: «Possono sembrare numeri piccoli, ma per il mesotelioma non esiste una soglia di sicurezza, neppure minima».
Il dramma è nei tempi di latenza: «L’esposizione di oggi può tradursi in malattia tra venti, trenta, perfino cinquant’anni».
AMIANTO, IL RISCHIO NON PERCEPITO
La difficoltà, aggiunge Pirillo, è anche culturale: molti cittadini non percepiscono il rischio e continuano a utilizzare l’area come luogo di passaggio o di abbandono di rifiuti ingombranti, pneumatici, mobili e scarti edilizi, senza comprendere che ogni rottura delle lastre accelera la dispersione delle fibre nell’ambiente.
TROCINO, ENPA CROTONE: EX MERCATI GENERALI, SITO DI GUERRA NEL CUORE DELLA CITTÀ
Accanto a Pirillo c’è Giuseppe Trocino, presidente di Enpa Crotone, che definisce l’ex mercato generale «un sito di guerra calato nel centro della città», un luogo che «non assomiglia a Crotone, ma a uno scenario post-bellico con capannoni sventrati e materiali pericolosi ovunque». Trocino ricorda che associazioni e comitati erano già tornati sull’argomento nel 2022 con una conferenza stampa a cui partecipò anche il sindaco: «In quell’occasione – spiega – il primo cittadino riconobbe la gravità della situazione e promise un intervento immediato di messa in sicurezza e bonifica».
L’AREA CONTINUA A PEGGIORARE
Quelle promesse, denunciano oggi le associazioni, non si sono però tradotte in azioni concrete, mentre l’area continua a peggiorare: «A distanza di altri anni abbiamo registrato la presenza di nuovi rifiuti, anche pericolosi; camion entrano indisturbati per scaricare materiale di ogni tipo, compreso ulteriore amianto», afferma Trocino.
L’ex mercato generale è così diventato un richiamo per chi vuole liberarsi a basso costo di scarti industriali e edilizi, aggravando un quadro già critico.
A preoccupare è anche la presenza di persone che vivono stabilmente o frequentano l’area: all’interno dei capannoni rinvenuti materassi, passeggini».
AMIANTO AGLI EX MERCATI GENERALI, VENTI ANNI DI INERZIA
Le associazioni parlano di vent’anni di inerzia: da quando il mercato è stato dismesso proprio per la presenza di amianto, l’area non è mai stata oggetto di una bonifica vera e non è dotata di centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, nonostante la vicinanza a quartieri densamente abitati e a diversi impianti sportivi. Chiesto anche un intervento immediato della Procura della Repubblica per il sequestro dell’area, la nomina del sindaco quale custode giudiziario, l’installazione di sistemi di monitoraggio e soprattutto l’avvio di una bonifica integrale, in coerenza con il Piano regionale amianto e con le indicazioni contenute nel dossier sulla bonifica del Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara.
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