Criticità evidenti, ma i risultati ci danno ragione

Questa mattina si sono svolte le celebrazioni per il 174° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato, a Modena come nel resto del paese. Quest’anno l’evento ha avuto luogo nella suggestiva cornice della Chiesa di San Carlo, uno dei luoghi simbolo della città di Modena (gentilmente messa a disposizione dalla Fondazione Collegio San Carlo).
La cerimonia istituzionale è stata preceduta da un momento solenne, tenutosi in Questura, in ricordo dei Caduti della Polizia di Stato, con la deposizione di una corona d’alloro alla lapide a loro dedicata, alla presenza dei famigliari delle Vittime del Dovere.
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Presenti alla cerimonia le più alte cariche civili, militari e religiose della provincia di Modena e una rappresentanza degli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Adolfo Venturi” che per l’odierna ricorrenza hanno realizzato la mostra video fotografica dal titolo “Oltre la divisa”, che esplora il confine invisibile tra professione e vita privata con l’obiettivo di umanizzare la figura del poliziotto. Attraverso parallelismi fotografici e transition dinamiche, il progetto infatti vuole abbattere lo stereotipo dell’uomo in divisa per svelarne l’umanità e raccontare la persona al di là del ruolo.
Grazie alla collaborazione con il Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena, la cerimonia è stata allietata da un momento musicale a cura dall’Ensemble dell’Orchestra di fiati, preparato dal professor Massimo Bergamini e diretto dal professor Luca Benatti.
L’analisi del Questore
Il tema della sicurezza urbana a Modena resta al centro dell’attenzione, richiedendo un monitoraggio costante e interventi mirati da parte delle forze dell’ordine. A tracciare un bilancio realistico delle sfide quotidiane è stato il Questore Lucio Pennella, che ha riconosciuto apertamente lalcune difficoltà senza però arretrare sull’efficacia delle contromisure messe in campo. “Indubbiamente è una situazione che io non nascondo che ci sono delle criticità” — viene ammesso con franchezza, aggiungendo però subito dopo che “abbiamo il focus su queste criticità e i risultati ci sono”. Di fronte a problematiche ormai tipiche della società contemporanea, l’approccio punta sulla presenza capillare sul territorio, con servizi ad alto impatto e un’attenzione speciale ai luoghi della vita notturna: “Sappiamo dove agire e come agire” — viene ribadito per rassicurare la cittadinanza.
I frutti di questa pressione investigativa e di controllo si misurano nell’incremento degli arresti e nella prosecuzione di indagini complesse. A titolo di esempio viene citato un recentissimo successo degli investigatori modenesi. “Proprio ieri la Squadra Mobile ha dato ancora un corso a quell’operazione del mese scorso di marzo, dove abbiamo disarticolato quella organizzazione criminale dedita a furto e ai portavalori” — viene spiegato, evidenziando come siano stati assicurati alla giustizia “altri due che erano sfuggiti alla cattura”, di cui uno con “una funzione apicale all’interno del gruppo”. Un risultato che diventa l’occasione per un plauso al personale in divisa, uomini e donne che ogni giorno “ci mettono l’anima, con senso del dovere, con spirito di abnegazione”.
Al di là del contrasto allo spaccio e della violenza di genere, fronti sui quali l’attenzione rimane altissima, c’è un fenomeno meno visibile ma ugualmente allarmante che preoccupa i vertici della sicurezza: il profondo disagio che attraversa le fasce più giovani della popolazione. “Quello che preoccupa di più è un po’ una mancanza, da parte un po’ di tutti, in particolar modo nei ragazzi, di una crisi di valori, probabilmente” — viene osservato con amarezza. La cura, in questo caso, non può limitarsi all’intervento di polizia, ma richiede un lavoro di rete che coinvolga l’intera comunità, cercando di “formare di più le coscienze, di stare più vicino a coloro che hanno bisogno, a coloro che vivono situazioni di disagio”.
Tutto questo grande sforzo preventivo e repressivo si scontra, tuttavia, con l’annoso problema dei numeri e delle dotazioni, una criticità strutturale più volte sollevata anche dalle organizzazioni sindacali di categoria. Un ostacolo oggettivo che viene affrontato con forte pragmatismo istituzionale: “La carenza dell’organico esiste. È un problema cronico” — viene confermato senza giri di parole. Una difficoltà che, lungi dal diventare un alibi, “dà ancora più spessore al nostro impegno”, con l’obiettivo prioritario e irrinunciabile di dimostrare che “nonostante la carenza di organico, riusciamo a garantire al meglio la sicurezza alla collettività modenese”.
L’elenco dei poliziotti premiati
Dopo l’intervento del Questore sono stati consegnati i riconoscimenti al personale che si è distinto per particolari operazioni di polizia giudiziaria, di ordine pubblico e soccorso pubblico.
- Promozione per merito straordinario al Vice Sovrintendente Andrea Cuna e all’Assistente Fabiola Miolla
- Promozione per merito straordinario all’Ispettore Luca Pancetti
- Encomio solenne all’Ispettore Gianluca Riccio ed encomio all’Assistente Capo Coordinatore Cinzia Nobili
- Encomio solenne al Primo Dirigente Valeria Cesarale, encomio all’Ispettore Luca La Gioia e all’Assistente Capo Coordinatore Fabrizio Iseppato e lode all’Assistente Luigi Accogli
- Encomio solenne al Vice Questore Paola Convertino e lode all’Assistente Capo Coordinatore Salvatore Faggiano
- Lode al Sovrintendente Marco Menghini
- Lode all’Agente Scelto Gianluca Bello, all’Agente Luigi Rella e all’Agente Raffaele Lai
- Lode al Sovrintendente Giuseppe Fisichella e all’Agente Simone De Luca
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