Molise

Crisi idrica, non c’è più l’inverno di una volta: nevica sempre più tardi e le sorgenti restano ‘a secco’ (VIDEO) | isNews

A parlarne nel corso dell’evento della Regione Molise dedicato alla risorsa nevosa il meteorologo e divulgatore Massimiliano Fazzini


ISERNIA. Il cambiamento dei regimi nevosi e il loro impatto diretto sulle riserve d’acqua dei territori appenninici sono stati al centro della prima giornata del VII Interconfronto Snow Water Equivalent (Swe), importante meeting tecnico-scientifico ospitato presso l’Auditorium ‘10 Settembre 1943’. Il Molise, capofila per l’area del Centro-Sud nel programma di cooperazione Realist, ha accolto oltre 70 esperti e ricercatori da tutta Italia per fare il punto su una risorsa che, a causa della crisi climatica, sta cambiando volto e consistenza.

A tracciare il quadro ai microfoni di isNews il meteorologo e divulgatore Massimiliano Fazzini, per evidenziare come l’estremizzazione del clima stia privando il territorio della sua naturale ‘cassaforte’ idrica. In una regione che soffre già di una dispersione della rete idrica pari a circa il 60%, la riduzione degli apporti nevosi rischia di compromettere seriamente la stagione calda. Fazzini ha spiegato che il Molise, storicamente nevoso nelle aree montane, sta affrontando una trasformazione profonda: gli accumuli sono sempre più esigui, specialmente al di sotto dei 1200 metri di quota, e la neve non riesce più a svolgere la sua funzione di ricarica delle falde acquifere.

Secondo l’esperto, i dati degli ultimi trent’anni mostrano una tendenza inequivocabile verso nevicate sempre più tardive. Se un tempo il manto nevoso si consolidava nei mesi invernali creando un fondo isolante, oggi si assiste a fenomeni marzolini che, pur spettacolari, risultano poco efficaci per l’approvvigionamento idrico. La neve che cade a ridosso della primavera tende infatti a fondere con estrema rapidità, spesso accompagnata da piogge che ne accelerano il dileguamento, causando talvolta problemi di dissesto idrogeologico invece di alimentare le sorgenti. Questo meccanismo lascia il territorio vulnerabile proprio nel periodo di massimo fabbisogno per l’agricoltura, il turismo e l’industria.

L’importanza di monitorare con precisione lo Snow Water Equivalent, ovvero il contenuto d’acqua equivalente del manto nevoso, è stata ribadita anche da Antonio Cardillo del Centro Funzionale della Protezione Civile regionale. L’ufficio molisano è impegnato quotidianamente nel seguire l’evoluzione dei fenomeni per pianificare una gestione sostenibile delle risorse, analizzando quel passaggio critico tra inverno e primavera che determina la disponibilità d’acqua per i mesi successivi.

All’apertura dei lavori hanno partecipato i massimi rappresentanti istituzionali del territorio, tra cui il sindaco Piero Castrataro, insieme ai vertici della Fondazione Cima e delle agenzie di protezione ambientale della Valle d’Aosta. Il confronto proseguirà nella giornata di domani con una sessione operativa sul campo.


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