Friuli Venezia Giulia

Crisi di Hormuz: Sanzioni e approvvigionamento

13.03.2026 – 7.30 – A seguito della crisi di Hormuz gli Stati Uniti introducono una deroga di 30 giorni affinché gli altri Paesi acquistino il petrolio russo che attualmente si trova in mare sotto il regime sanzionatorio americano. Lo ha annunciato il ministro del Tesoro Scott Bessent su X. «Il presidente degli Stati Uniti sta adottando misure decisive per promuovere la stabilità nei mercati energetici globali e mantenere bassi i prezzi mentre affrontiamo la minaccia e l’instabilità poste dal regime dell’Iran», ha scritto Bessent ieri, giovedì 12 marzo 2026, dopo che i mercati hanno subito un nuovo shock che ha visto il prezzo del petrolio raggiungere i cento dollari al barile: «Per aumentare la disponibilità globale delle forniture esistenti, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti concederà un’autorizzazione temporanea che permette ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare. Questa misura mirata e di breve durata si applica solo al petrolio già in transito e non fornirà un beneficio finanziario significativo al governo della Russia, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse applicate al momento dell’estrazione. Le politiche pro energia promosse dal presidente Donald Trump hanno portato la produzione statunitense di petrolio e gas a livelli record, contribuendo a ridurre i prezzi dei carburanti per gli americani che lavorano duramente. L’aumento temporaneo dei prezzi del petrolio rappresenta una perturbazione a breve termine che porterà, nel lungo periodo, un enorme beneficio alla nostra nazione e alla nostra economia». Il testo del provvedimento si può leggere integralmente qui. La misura statunitense va in direzione diversa da quella indicata dalla Commissione europea, che non intende allentare il proprio regime sanzionatorio e, anzi, ritiene che tornare ai combustibili russi sarebbe un «errore strategico». Sempre ieri l’Agenzia internazionale dell’energia ha dichiarato che il mondo sta attraversando la più grande interruzione nella catena di approvvigionamento di petrolio mai vista nella storia del mercato globale. Poche ore prima la medesima Agenzia aveva annunciato il rilascio di una quota record delle riserve strategiche petrolifere nazionali dei 32 Paesi membri (Stati Uniti inclusi) con l’obiettivo di stabilizzare il mercato. La nuova guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso pubblico in questa veste ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso e le navi che tenteranno di avvicinarlo continueranno a essere attaccate.

[l.g.]




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