Molise

Crisi dell’editoria, Luca Telese e Marianna Aprile: “Senza informazione muore la democrazia” | isNews

Foto Giovanni Mancinone

I due giornalisti ospiti a Termoli del terzo appuntamento organizzato da Assostampa Molise per celebrare il ventennale della sua fondazione


di Camillo Pizzi

TERMOLI. Sala gremita e grande partecipazione al terzo appuntamento organizzato dall’Associazione della Stampa del Molise per festeggiare il ventennale dalla sua fondazione. Dopo Giuliana Sgrena a Campobasso, Ferruccio de’ Bortoli e Gerardo Greco a Isernia, il sindacato dei giornalisti molisani ha portato a Termoli Marianna Aprile e Luca Telese, due dei volti di punta di La7. “Crisi dell’editoria: una sconfitta per il cittadino” era il tema dell’incontro su cui i due ospiti sono stati stimolati nelle loro riflessioni da Valentina Fauzia, presidente del Gruppo Uffici Stampa Molise, e Mauro Carafa, da pochi mesi in pensione dopo una lunga carriera in Rai.

“È una crisi che non riguarda solo la nostra regione, ma un po’ tutto il territorio nazionale con un calo delle vendite dei giornali cartacei ormai vertiginoso. E, purtroppo, le versioni online, nella filiera industriale, non riescono a produrre lo stesso effetto economico ed occupazionale della carta stampata. A ciò – ha spiegato nel suo intervento di saluto il presidente di Assostampa, Giuseppe Di Pietro – bisogna aggiungere il grosso problema della chiusura delle edicole, per il quale come sindacato ci stiamo battendo, e per il quale nei prossimi giorni avrò un altro incontro in prefettura a Campobasso. È prima di tutto un problema culturale, un presidio culturale che viene pericolosamente a mancare soprattutto nei piccoli centri del Molise dove il distributore non ritiene opportuno, per una questione di profitti, andare a consegnare i giornali. In questo caso, però, chi ci perde non è solo chi scrive: ci va a perdere chi legge e, di conseguenza e soprattutto, chi vota”.

Poi tocca alla verve di Luca Telese rincarare la dose. “Bisogna fermare questa deriva. Se passa l’idea che, dove non c’è convenienza per il mercato, non si deve distribuire informazione, questo modello verrà replicato ovunque. Per cui non bisogna assolutamente arrendersi, perché il rischio è che dal Molise si passi a tutta l’Italia, un territorio fatto proprio di piccoli centri. Forse – ha affermato il giornalista di La7, nonché direttore de Il Centro, quotidiano abruzzese in grande rilancio – è il momento di cambiare modo di percepire anche le edicole. Dobbiamo immaginarle come l’acqua: non possiamo dire che, poiché portarla in un piccolo centro montano costa troppo, non la portiamo. Senza acqua moriamo, e senza informazione veniamo manipolati. Per cui dobbiamo arrivare quasi ad una adozione delle edicole”.

E, ad un certo punto della serata, non è mancato un momento particolarmente emozionante, quando proprio Telese ha ricordato i giorni drammatici del terremoto di San Giuliano di Puglia vissuti da inviato, riconoscendo tra il pubblico una delle mamme dei bambini morti sotto le macerie della scuola.

Marianna Aprile non è stata da meno nei suoi interventi, parlando anche delle statistiche che vedono, in campo mondiale, l’Italia scendere nella graduatoria della percezione della libertà di stampa. “Il livello di democrazia di un paese si vede anche dal livello di libertà della stampa e chiaramente l’attuale situazione fa preoccupare. Curiosità e indipendenza mentale, prima che economica ed editoriale, sono i segreti di una buona informazione. Purtroppo spesso – ammette la Aprile – non si scrive per il lettore, ma per il proprio editore o, ancora peggio, per qualche referente politico. Io, che ho avuto modo di lavorare in Rai e sono orgogliosa di questo, sono altrettanto orgogliosa di appartenere ora ad una testata, La7, che in questo momento storico viene identificata come servizio pubblico”. E poi conclude con un invito al Molise e ai molisani. “Non si è mai troppo piccoli per dare notizie, per cercarle e per dare fastidio a chi non vorrebbe averne. Le dimensioni non contano: molti scoop o molte grandi inchieste dell’ultimo periodo arrivano proprio da giornalisti indipendenti o da piccole testate che poi arrivano a conquistare la ribalta nazionale”.


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