Economia

Crisi del petrolio, l’Iea: meno auto e più smart working per tagliare i consumi


Ridurre l’uso dell’auto, lavorare da casa, abbassare i limiti di velocità. Di fronte alla più grande crisi dell’offerta petrolifera della storia recente, l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) invita governi, imprese e cittadini ad agire subito sul lato della domanda. È questo il messaggio che arriva dal nuovo pacchetto di raccomandazioni diffuso dall’Agenzia, che individua dieci misure concrete per contenere i consumi e attenuare l’impatto dell’impennata dei prezzi energetici. Alla base c’è uno shock senza precedenti: il conflitto in Medio Oriente ha quasi azzerato i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, uno snodo da cui transitava circa un quinto del petrolio mondiale. Il risultato è una drastica riduzione dell’offerta globale e prezzi del greggio tornati sopra i 100 dollari al barile.

In questo contesto, spiega l’Iea, non basta intervenire sull’offerta – ad esempio con il rilascio delle riserve strategiche – ma è necessario agire anche sui consumi.

Le misure proposte riguardano soprattutto il trasporto stradale, responsabile di una quota significativa della domanda di petrolio. Tra le principali:

Più lavoro da remoto: tre giorni aggiuntivi di smart working possono ridurre i consumi di carburante fino al 6% a livello nazionale.

Limiti di velocità più bassi: riduzioni di almeno 10 km/h permettono di tagliare i consumi tra il 5% e il 10% per veicolo.

Maggiore uso del trasporto pubblico: spostare la mobilità dalle auto private a bus e treni può ridurre la domanda tra l’1% e il 3%.

Accesso alternato alle auto nelle grandi città: misure sulle targhe possono ridurre traffico e consumi fino al 5%.

Car sharing ed eco-driving: condividere l’auto e guidare in modo efficiente può tagliare i consumi tra il 5% e l’8%.

Accanto alla mobilità privata, l’Iea indica interventi anche per il trasporto merci, l’aviazione e i consumi domestici. Tra questi, la riduzione dei voli quando esistono alternative, l’uso di tecnologie di cottura elettriche al posto del Gpl e l’ottimizzazione dei processi industriali. L’obiettivo è duplice: da un lato alleggerire la pressione sui mercati energetici, dall’altro contenere l’impatto economico su famiglie e imprese.

Non si tratta solo di raccomandazioni teoriche. Misure analoghe erano già state adottate durante le crisi energetiche recenti, contribuendo a ridurre i consumi e a stabilizzare i prezzi. Oggi, però, il contesto è più complesso. Secondo l’Iea, la crisi attuale supera per intensità anche gli shock petroliferi del passato. Le forniture globali sono diminuite di milioni di barili al giorno e la ripresa dei flussi dipende in larga parte dalla riapertura dello Stretto di Hormuz, considerata la leva più importante per riportare stabilità nei mercati.

Nel frattempo, i governi stanno già intervenendo con misure emergenziali, tra cui il rilascio coordinato di circa 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, il più grande della storia dell’Agenzia. Ma si tratta, sottolinea l’Iea, di soluzioni temporanee. La vera risposta passa anche da comportamenti quotidiani e scelte di consumo. Perché, in una crisi energetica globale, la domanda diventa parte integrante della sicurezza energetica.


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