Liguria

Crisi Amt, si torna a parlare di assunzioni: “Da giugno a dicembre 64 lavoratori in meno”


Genova. “Il Comune di Genova si impegna a verificare entro il corrente mese di gennaio la possibilità per l’azienda di procedere ad assunzioni finalizzate a garantire il livello di servizio”. È un passaggio del verbale sottoscritto dai rappresentanti dei sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal) e dagli assessori Alessandro Terrile ed Emilio Robotti dopo l’incontro di stamattina a Palazzo Tursi all’inizio di quello che sarà un anno decisivo per il futuro di Amt e del trasporto pubblico genovese.

La carenza di personale è uno dei temi centrali, anche perché è direttamente connesso agli effetti più evidenti della crisi, sperimentata ogni giorno dagli utenti alle prese con un servizio sempre più a singhiozzo. Perché, se da una parte gli autobus non possono più essere aggiustati a furia di accumulare debiti coi fornitori dei ricambi, dall’altra sono fuoriusciti 64 dipendenti nel solo periodo tra giugno e dicembre 2025. La coperta era già corta nei mesi precedenti, ma l’emorragia del secondo semestre, col blocco contemporaneo dei nuovi ingressi, ha fatto saltare il banco.

Terrile: “Ci sono vincoli, verifichiamo la compatibilità”

Il vicesindaco Terrile non si sbilancia: “Siamo consapevoli che per assicurare un servizio di qualità bisogna accelerare con la manutenzione dei mezzi fermi e procedere ad assunzioni che compensino il personale in uscita. La ripresa del pagamento dei fornitori iniziata a novembre accelererà le manutenzioni. Per quanto riguarda le assunzioni stiamo verificando la compatibilità con i vincoli che regolano le crisi delle società pubbliche“.

In graduatoria ci sono 38 autisti pronti per essere inseriti. Il problema è che Amt dovrebbe avere una relazione previsionale annuale in equilibrio per poter assumere. E al momento i conti non sono ancora in ordine. Dunque bisognerà valutare se esiste la possibilità di una deroga, o altrimenti attendere i prossimi mesi, quando il piano di risanamento sarà messo nero su bianco nei documenti relativi al prossimo triennio.

L’altro tema cruciale, infatti, è la revisione della parte economica dei contratti di servizio con la Città metropolitana. La sotto-compensazione rispetto ai costi sostenuti è ritenuta una delle cause principali dello squilibrio che ha portato alla crisi. In ballo c’è una cifra nell’ordine dei 20-30 milioni di euro all’anno, ma tutto dipenderà dall’istruttoria avviata dall’ente. Da parte sua Tursi ha già messo a bilancio 15 milioni di accantonamento straordinario nel 2026, oltre ai 27 milioni di quota ordinaria. Negli anni a venire si prevede “un incremento strutturale del contributo comunale“, sempre secondo l’esito della procedura a livello metropolitano.

Il Comune di Genova conferma poi l’impegno ad “attivarsi insieme all’azienda per reperire ulteriori contribuzioni pubbliche“. Nel mirino ci sono anzitutto i fondi ministeriali per la qualità dell’aria, motivo per cui il nuovo piano tariffario prevede comunque alcune forme di gratuità. E poi si farà fronte comune con Regione e Anci per “sostenere un incremento strutturale del Fondo nazionale trasporti“, ma su questo la palla è in mano al Governo.

I sindacati spingono: “Urgenti assunzioni e riorganizzazione del servizio”

“Siamo pronti a vigilare sul rispetto degli impegni messi nero su bianco dal Comune nel verbale dell’incontro – commenta Antonio Vella, segretario regionale della Fit Cisl Liguria -. Soprattutto abbiamo chiesto con urgenza nuove assunzioni. Non si può pensare di garantire un livello di servizio accettabile senza potenziare il numero degli autisti. Adesso aspettiamo il piano industriale e chiediamo un coinvolgimento vero e reale delle organizzazioni sindacali in questa fase delicatissima dell’azienda. Bene la garanzia degli stipendi per i lavoratori, ma ora vogliamo capire nel dettaglio come si concretizzerà il rilancio di Amt attraverso il progetto triennale annunciato dall’amministrazione comunale”.

“C’è soddisfazione per la collaborazione degli enti in questo processo, Comune e Regione stanno facendo la loro parte”, commenta Edgardo Fano, segretario ligure della Faisa Cisal. Ma intanto i sindacati continuano a spingere per la riorganizzazione del servizio, vale a dire una riduzione delle corse in orario in base alle reali disponibilità di mezzi e autisti. “Così il personale potrebbe lavorare meglio e le persone avrebbero un servizio migliore, realmente cadenzato, senza buchi – continua Fano -. Oggi non viene erogato il 6% dell’offerta, continuano a saltare corse su corse. Noi lo diciamo da sei mesi”.

Il piano sarebbe già pronto e pure la sindaca Salis ha espresso la volontà di attuarlo, ma i dubbi riguardano – oltre che i vincoli di legge chiamati in causa da Terrile – l‘opportunità di tagliare formalmente i chilometri nel momento in cui si chiede ai soci di aumentare i contributi.

Crisi Amt, i prossimi passi

A partire dal 20 gennaio si prevedono incontri mensili di monitoraggio coi sindacati su specifiche questioni operative: assunzioni, monitoraggio della manovra tariffaria, incentivi all’esodo, offerta di servizio ed efficientamento aziendale.

Nel frattempo restano in vigore le misure protettive chieste dal consiglio di amministrazione di Amt e approvate alla vigilia di Natale dal Tribunale di Genova: spesa la pronuncia sulla liquidazione giudiziale, sospese le esecuzioni da parte dei creditori, sospeso l’obbligo di approvare il bilancio. Vanno avanti i contatti tra Comune e Regione per la ricapitalizzazione e la probabile futura acquisizione della maggioranza di Amt. Il primo passo sarà la costituzione dell’Agenzia regionale del trasporto pubblico varata dalla giunta Bucci a fine 2025. Per rimettere in piedi l’azienda servirà un’iniezione di oltre 100 milioni di euro tra liquidità e cessione di immobili, a partire dal deposito della metropolitana di Dinegro.




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