cresce la paura. Ecco le zone nel mirino

FANO «Non passa giorno senza che qualcuno ti fermi per strada e ti dica: Hai saputo da chi sono entrati i ladri questa volta?». Nella zona di viale Frusaglia, a Fano vicino agli impianti sportivi della Trave, il passaparola è diventato uno stillicidio. Ogni giorno ha la sua intrusione (tentata o riuscita che sia) oppure un motivo di allarme o di apprensione.
«Il furto più recente – affermava ieri una residente – è avvenuto qui intorno e risale a due o tre giorni fa. Sulle chat è un continuo rincorrersi di segnalazioni: l’automobile di un perfetto sconosciuto che passa e torna di continuo; gente mai vista prima che si ferma a scattare fotografie. Si è creato un clima di allarme e diffidenza, abbinato all’idea che i furti in abitazione proseguano, perché i ladri si sentono liberi di agire. E chi prima non aveva ancora installato un sistema antifurto oppure telecamere di videosorveglianza, adesso si è già messo in pari». I residenti in viale Frusaglia e dintorni non vivono tranquilli già da qualche tempo a questa parte. E l’impressione è che comincino a subentrare paura o disillusione. Forse entrambe le cose insieme, ma la sostanza è che alcuni preferirebbero evitare la denuncia del furto subito in casa.
«Un errore da non commettere, soprattutto ora che a Fano la pressione dei ladri non accenna a flettere. Bisogna rivolgersi alle forze dell’ordine, invece, compreso il caso in cui si notino giri strani. Si contribuisce alla prevenzione». Lo diceva ieri il vicepresidente del Quartiere 9, Giorgio Pucci. A sua volta riceve continue segnalazioni di furto o tentato furto in abitazione.
Ruberie quasi ogni giorno
«Le ruberie – ha proseguito Pucci – continuano. Dalla frequenza quasi quotidiana con cui avvengono nelle zone confinanti con il torrente Arzilla, tendo a pensare che i ladri colpiscono con una certa assiduità anche in altre parti di Fano». Segnalati negli ultimi giorni tre episodi tra Fenile (due, di cui un tentato furto) e Trave. A poche centinaia di metri, quindi, da viale Frusaglia e da via del Torrente, dove giorni fa alcune famiglie esasperate hanno denunciato pubblicamente le incursioni dei ladri. «La tensione – prosegue Pucci – ha raggiunto il livello di guardia. Altissima l’attenzione, ma in tutta evidenza non basta. Sempre uguale la modalità del furto. Possibili sopralluoghi in mattinata o nelle ore subito successive, poi il colpo nel tardo pomeriggio, nei momenti in cui la casa resta incustodita. Ladri che si accontentano di arraffare un po’ di contante e qualche prezioso. A volte è più elevato il danno a porte e finestre, che l’ammontare della refurtiva».
No alla rassegnazione
Ma Pucci ritiene ancor più preoccupante un aspetto in particolare. «In alcune zone di Fano – conclude – sta salendo la paura. Forse a causa della disillusione derivante dall’incertezza della pena per i ladri, ma la sostanza è che si sta facendo strada l’idea di non denunciare. Tutto ciò nonostante le buone prassi suggerite in fatto di sicurezza dal responsabile comunale di settore, Stefano Pollegioni, durante le assemblee nei quartieri. Non concordo con chi individua la soluzione nei sistemi di difesa passiva. Tipo videosorveglianza, antifurto o blindature varie. Che cosa facciamo: ognuno torna al suo castello?”.




