Crans-Montana, la Svizzera apre ai pm italiani e propone 55mila euro per vittime e feriti gravi
Arriva un’importante apertura delle autorità elvetiche nei confronti degli inquirenti italiani impegnati a condurre un’inchiesta su quanto accaduto nel locale Le Constellation di Crans-Montana la notte di Capodanno. Gli italiani, infatti, potranno disporre di tutti i fascicoli relativi al rogo e alla terribile strage. Inoltre un contributo di solidarietà di 50mila franchi (quasi 55mila euro) potrebbe essere versato a tutti i feriti gravi e alle famiglie delle persone decedute nell’incendio. È quanto ha proposto il Consiglio federale della Confederazione svizzera, spiegando in una conferenza stampa di voler predisporre un pacchetto straordinario di sostegno, volto a rispondere alle necessità immediate delle vittime e a favorire soluzioni rapide, evitando lunghe e complesse procedure giudiziarie.
Dopo una fase di nervoso stallo, dunque, giungono buone notizie. La Svizzera ha dato il via libera ai magistrati italiani, avviando una fase di collaborazione giudiziaria. I pm italiani potranno esaminare i fascicoli, partecipare alla selezione delle prove e richiedere alcuni documenti. La volontà di procedere insieme è arrivata dalla procuratrice generale del Cantone Vallese, Beatrice Pilloud. Del resto, delle 41 vittime del Constellation ben sei sono italiane. Gli inquirenti italiani, pertanto, sono stati invitati a tornare a Sion per partecipare alla scelta della documentazione necessaria per condurre l’inchiesta aperta a Roma.
L’incontro è previsto per i primi di marzo. Il sostituto procuratore Stefano Opilio si recherà a Sion accompagnato dalla squadra mobile di Roma. In Italia si indaga sui reati di disastro colposo e omicidio colposo, dunque è intuibile che saranno selezionati documenti che possano fare chiarezza su queste due ipotesi di reato.
Le autorità italiane comunicheranno i fascicoli scelti, poi starà alle autorità elvetiche inviarli. Si tratta di una procedura abbastanza complessa a causa della burocrazia, perciò vanno messe in conto almeno un paio di settimane. Rimane il fatto che Italia e Svizzera collaboreranno nell’indagine.
Intanto gli inquirenti italiani hanno già un fascicolo in cui sono stati depositati i primi risultati delle autopsie eseguite sui corpi
dei giovani italiani. La Procura di Roma ha disposto una maxi consulenza proprio per accertare le cause del decesso delle vittime connazionali. Non solo. I pm dispongono anche delle testimonianze di alcuni sopravvissuti.
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