Crans-Montana, il padre di Elsa: “Dalla Svizzera una specie di ammissione di colpa”
La rinuncia della Svizzera al rimborso delle spese mediche per i feriti italiani nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana è «assolutamente una buona notizia». E potrebbe rappresentare anche «una specie di ammissione di colpa».
A dirlo, interpellato dall’Ansa, è il padre di Elsa, la quindicenne di Biella rimasta gravemente ferita nel rogo del Constellation, il locale in cui la notte di Capodanno si è consumata la tragedia.
Il governo svizzero ha deciso di rinunciare, a titolo eccezionale, al rimborso delle spese mediche sostenute per curare i feriti italiani. Una decisione che il padre della ragazza interpreta come un segnale importante.
«Nel senso che a me sembra anche una specie di ammissione di colpa per la Svizzera fare questo tipo di azione ammissiva», spiega.


Una scelta che, secondo il padre di Elsa, potrebbe avere un significato anche sul piano delle trattative in corso. «Secondo me ha un valore importante. Poi magari si ferma tutto lì. Ma, siccome siamo in trattativa, potrebbe essere un segnale positivo».
La rinuncia al rimborso delle cure, dunque, non è soltanto una buona notizia sul fronte delle spese mediche, ma potrebbe rappresentare un passo avanti nel confronto con le autorità svizzere dopo l’incendio che ha provocato morti e feriti.
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