Crac Banca Popolare di Bari, rinviata parte delle 147 citazioni a giudizio per truffa: cresce rischio prescrizione
Nuovo inciampo e altri mesi da attendere per un altro dei rivoli del procedimento a carico degli ex vertici di Banca popolare di Bari, Marco e Gianluca Jacobini, e dell’ex amministratore delegato Vincenzo De Bustis. Era prevista stamattina (26 febbraio), dinanzi al giudice monocratico Domenico Mascolo una parte delle 147 citazioni dirette a giudizio per truffa aggravata, una per ogni parte offesa. Il procuratore Roberto Rossi contesta una truffa a consumazione prolungata, cominciata nel 2014, i cui effetti si sarebbero esauriti al momento della trasformazione della Popolare in spa, a giugno 2020. Contestata l’aggravante di aver approfittato di persone in stato di fragilità.
Già un mese fa, altre 7 citazioni erano finite sul tavolo di un altro giudice, Angelo Salerno, che avrebbe dovuto decidere sull’accusa di aver ingannato i risparmiatori con investimenti troppo rischiosi. Ma Salerno, accogliendo l’eccezione presentata dalle difese, aveva deciso di rimettere gli atti alla Procura perché, sostiene, per questo tipo di reato è necessario il filtro dell’udienza preliminare. Dunque, tutto daccapo. Stessa sorte dovrebbe toccare ai fascicoli dei quali avrebbe dovuto occuparsi oggi il giudice Mascolo che però si è astenuto dal procedimento, rinviando i casi dinanzi alla collega Luna Calzolaro, il prossimo 6 ottobre. Sarà in quella sede, fra altri 8 mesi, che gli avvocati rinnoveranno l’eccezione presentata già al giudice Salerno, e con ogni probabilità i fascicoli torneranno alla Procura. Nelle prossime settimane, altre citazioni saranno trattate da altri giudici monocratici, per poi tornare al procuratore. Il tutto con una prospettiva, sempre più concreta, del colpo di spugna della prescrizione.




