Piemonte

Cpr di Torino, rissa e incendio tra egiziani e nigeriani: feriti tre finanzieri


Tornano incendi e “guerre” fra gruppi di stranieri al Cpr: è successo di nuovo intorno alle 12 di ieri, quando tre egiziani si sono scontrati con altrettanti nigeriani. E alla fine hanno avuto la peggio tre militari della guardia di finanza, rimasti feriti: «Non è una fatalità ma la cronaca di un disastro annunciato» tuona il Sinafi, uno dei sindacati delle Fiamme gialle.

E l’altro, l’Usif, coglie l’occasione per chiedere una revisione «seria e responsabile» della gestione del Centro di permanenza per il rimpatrio di corso Brunelleschi. Sono stati proprio i rappresentanti sindacali a comunicare quanto successo nella struttura riaperta neanche un anno fa e affidata alla cooperativa Sanitalia. A quanto risulta, i migranti hanno iniziato la colluttazione e poi hanno appiccato l’incendio che ha devastato le loro stanze prima dell’arrivo dei vigili del fuoco. Intanto i militari del comparto antiterrorismo pronto impiego (Atpi) hanno sedato la rissa ma sono stati aggrediti. Alla fine, anche grazie all’intervento della polizia, i tre egiziani sono stati arrestati per danneggiamento a seguito di incendio, oltre che per resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale.

Attacca il Sinafi: «I Baschi verdi, insieme alle altre forze dell’ordine, vengono mandati a gestire situazioni di estrema criticità in contesti ormai fuori controllo, agendo da cuscinetto tra l’inefficienza gestionale e la violenza ideologica o criminale». Il sindacato punta il dito anche contro la prefettura di Torino, accusandola di aver interrotto unilateralmente il confronto con le rappresentanze sindacali. Sulla stessa linea anche l’Usif che parla di «livello di criticità non più sottovalutabile. Non è sostenibile affrontare scenari eccezionali con strumenti ordinari». Una posizione che il sindacato allarga anche a quanto avvenuto sabato, durante gli scontri in corso Regina Margherita (in cui sono rimasti feriti altri sette finanzieri, in aggiunta ai 96 poliziotti e ai cinque carabinieri):

«Sono episodi gravi, che segnalano una frattura preoccupante nel rapporto tra conflitto sociale e rispetto delle regole – dichiara Mirko Saturno, dirigente del Dipartimento Comunicazione dell’Usif – Proprio mentre sono in discussione importanti provvedimenti in materia di ordine e sicurezza pubblica, auspichiamo che il legislatore introduca misure capaci di tutelare concretamente gli operatori di polizia e di colpire in modo adeguato i responsabili. Come sindacato, chiediamo da tempo che tra questi strumenti venga inserito anche il Daspo economico, una misura di responsabilizzazione che incida direttamente sul costo della violenza contro le forze dell’ordine». Aggiunge il segretario regionale, Antonino Esposito: «Auspico un deciso cambio di rotta da parte della politica, che torni a dimostrare una reale e concreta vicinanza alle donne e agli uomini in uniforme. È necessario che faccia finalmente la propria parte, restituendo dignità a chi opera quotidianamente a tutela della legalità, sia sotto il profilo degli ingaggi operativi sia sotto quello della dignità economica».


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