Calabria

Cotronei, minaccia moglie e suocero con un coltello: arrestato 48enne



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Momenti di puro terrore a Cotronei, dove un uomo di 48 anni è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri dopo aver minacciato di morte la moglie e il suocero brandendo un coltello. L’episodio, l’ultimo di una preoccupante scia di violenze domestiche nella provincia, si è concluso con il trasferimento dell’uomo in carcere, a seguito della convalida del fermo da parte del Tribunale di Crotone.

L’aggressione e l’inseguimento

La vicenda è culminata al culmine di un violento litigio tra le mura domestiche. La donna, nel tentativo di sfuggire all’ira del marito – Antonio Rosa, 48enne disoccupato del posto e già noto alle forze dell’ordine –, aveva cercato rifugio a casa dei propri genitori.

L’uomo, tutt’altro che intenzionato a placarsi, l’ha seguita fin lì. Una volta raggiunta l’abitazione dei suoceri, ha estratto un coltello e ha iniziato a minacciare di morte sia la consorte che il padre di lei.

L’allarme al 112 ha fatto scattare l’intervento immediato dei Carabinieri della Stazione di Cotronei, supportati dai militari del N.O.R.M. (Aliquota Radiomobile) della Compagnia di Petilia Policastro. I militari sono riusciti a intercettare e bloccare l’aggressore all’esterno della casa mentre tentava di dileguarsi, evitando che la situazione degenerasse in tragedia e mettendo in sicurezza le vittime.

Dalle manette al carcere: la decisione del GIP

Inizialmente sottoposto ai domiciliari, la posizione del 48enne si è aggravata nelle ore successive. L’8 giugno 2026, l’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Crotone ha convalidato l’arresto. Condividendo pienamente il quadro indiziario raccolto dall’Arma e valutando l’estrema gravità dei fatti, il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Nel pomeriggio odierno, i Carabinieri hanno dato esecuzione al provvedimento, traducendo l’uomo presso la Casa Circondariale di Crotone, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le accuse formulate a suo carico sono di maltrattamenti in famiglia e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.

L’appello dell’Arma: “Denunciate subito”

Questo ennesimo caso accende nuovamente i riflettori sul dramma della violenza di genere e intra-familiare sul territorio. Dal Comando dell’Arma dei Carabinieri giunge un rinnovato e accorato invito a tutte le potenziali vittime:

“È fondamentale attivare tempestivamente i canali di soccorso e denuncia. Segnalare con immediatezza ogni condotta violenta, minacciosa o persecutoria è l’unico modo per consentire un intervento rapido, efficace e prevenire conseguenze che potrebbero rivelarsi fatali”.


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