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così in 63 minuti ha scritto la storia alle Olimpiadi

Vi ricordate quella manciata di giri d’orologio a Tokyo 2020, che poi era 2021 per colpa del Covid? Quella in cui trionfarono sul tartan giapponese prima Gianmarco Tamberi e poi Marcell Jacobs, sì? Ecco, i 63 minuti folli sulla pista Eugenio Monti ricordano quel momento, sia premesso che il prestigio olimpico dell’atletica leggera e ancor di più dei 100 metri piani uomini restano un gradino più su. Però, ecco, è molto difficile ritrovare un’altra ora d’oro per l’Italia nella storia dei Giochi invernali.

Accade tutto tra le 19.13 le 20.16 di mercoledì quando l’Italia doma le curve sbilenche e ripide della Eugenio Monti. Schiacciati sul loro slittino che vola sul ghiaccio, scivola oltre i 100 chilometri orari e taglia il traguardo prima di tutti gli altri, Andrea Voetter e Marion Oberhofer danno il là alla festa azzurra davanti al presidente del Coni Luciano Buonfiglio e al ministro dello Sport Andrea Abodi. Una conferma per le azzurre, che avevano già chiuso la prima manche davanti a tutte. Più veloci di chiunque altro, dall’inizio alla fine. Felicità, sorrisi.

Poi il fiato trattenuto, perché i 60 minuti da leggenda erano solo al loro primo tempo. Nel secondo, i protagonisti sono stati Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, carabinieri bolzanini. Erano arrivati terzi nella prima metà di gara. Avanti di un’incollatura rispetto a chi aveva tenuto dietro, ma anche un cicinin così più lenti degli austriaci Steu e Kindl e della coppia Usa Mueller-Haugsjaa. Insomma, calma. Prima il brivido di star davanti al duo Wendl-Arlt, mito olimpico della Germania.

È podio, si festeggia. Ma poi c’è da trattenere il fiato. L’Austria va forte, ma non basta. È argento. Ma calma, ancorao, non è finita. Gli statunitensi volano nella prima parte, allargano la forbice del vantaggio. Il ghiaccio si fa bollente nella parte bassa della pista, quella che Rieder e Kainzwaldner hanno letteralmente bruciato domandola, curva dopo curva. Alle 20.16 il cronometro si fa rosso: gli Usa sono dietro. È storia grazie ai quattro in tuta azzurra, compressi dalla velocità, stretti-stretti uno sull’altro, guidati dal ct Armin Zöggeler, la leggenda italiana dello slittino che aveva vinto due ori olimpici tra Salt Lake City e Torino. Ne hanno preso il testimone, questi quattro fratelli e sorelle d’Italia che hanno scritto una nuova ora d’oro dello sport azzurro.


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