Così i narcos di Cirò Marina erano armati fino ai denti
Il gruppo di narcotrafficanti di Cirò Marina, che avrebbe operato all’ombra della cosca Farao-Marincola, poteva contare anche sulla disponibilità di armi e munizioni di diverso calibro, da usare per fronte a possibili contrasti. Lo mette nero su bianco la gip del Tribunale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, nell’ordinanza con la quale ha disposto i 13 arresti (10 in carcere e 3 ai domiciliari), che sono state eseguiti mercoledì dai carabinieri di Crotone nell’ambito dell’inchiesta “Desert storm” della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. In carcere sono finiti Antonio Aloisio, Salvatore Arabia, Cataldo Cozza, Luca Frustillo, Alessandro Giglio, Carmine Graziano, Mario Morrone, Antonio Murano, Basilio Paletta e Gaetano Potenza. Mentre i domiciliari sono scattati per Domenico Pio Aloisio, Antony Dell’Aquila e Sante Morrone.
«Tutti l’armi avìumu nui, kalashnikov, fucili a pompa»
E tra le accuse contestate rientra la detenzione illegale di armi. In quanto gli inquirenti hanno messo in fila una serie di episodi dai quali emergerebbe a carico degli indagati il possesso, soprattutto, di pistole. «Se mi puoi trovare una macchina… un paio di macchine», diceva Carmine Graziano il 17 febbraio 2023 ad uno suo interlocutore in merito alla necessità di procurarsi almeno due armi da sparo. E alla fine Graziano ottenne la pistola che però risultò difettosa al punto da rivendicare i 500 euro spesi per comprarla. Ma la giudice delle indagini preliminari cita nel provvedimento cautelare anche il ritrovamento, nel 2023, di una pistola Beretta calibro 7,65 e di decine di proiettili da parte dei militari dell’Arma nell’appartamento di un presunto affiliato al clan cirotano. Non solo. Perché sulla disponibilità di armi in capo ai Farao-Marincola ci sono da registrare le parole del collaboratore di giustizia, Gaetano Aloe, figlio capobastone Nick assassinato nel 1987. Il pentito, nell’interrogatorio reso il 14 giugno 2023 davanti all’allora pm della Dda di Catanzaro, Domenico Guarascio, oggi alla guida della Procura di Crotone, rivelò una serie di dettagli sulla “potenza di fuoco” della cosca: «Tutti l’armi avìumu nui – spiegò – kalashnikov, fucili a pompa». E ancora: «E sì, ci su’ – la sua ricostruzione – a voglia e armi, dottò! C’è puru nu bazooka, ca eu u sacciu perché ne parramu, no? Ci su’ l’armi, hai voglia e armi che avìumu nui».
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