così Fabio Damato, ex braccio destro di Chiara Ferragni, dopo il proscioglimento
Il giudice della III sezione penale del Tribunale di Milano, Ilio Mannucci, ha assolto Chiara Ferragni disponendo il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice. Proscioglimento che ha riguardato anche i coimputati di Chiara Ferragni, ovvero l’allora suo braccio destro, Fabio Damato, e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo. L’imprenditrice aveva raggiunto un accordo con il Codacons per il ritiro della denuncia e risarcito i consumatori che si sono sentiti presi in giro. Da qui la richiesta della difesa di assoluzione con formula piena, avanzata anche per gli altri imputati. Accolta dal Tribunale. E proprio Damato, che Ferragni prima della ‘detonazione’ del ‘pandoro gate’ definiva “il mio braccio destro e sinistro”, ha scritto sui social subito dopo il verdetto: “Sono stati due anni di estremo dolore, sofferenza e spaesamento. Due anni di vita in sospeso dove in troppi hanno detto tutto, spesso senza sapere niente. Il mio silenzio autoimposto è stata la prova più dura di rispetto verso le autorità competenti e verso tutte le persone coinvolte nella vicenda. La mia onestà e la correttezza umana che ho dimostrato sempre nel mio percorso di vita e di lavoro oggi sono state restaurate. Ho sempre creduto nella giustizia e oggi sono orgoglioso che la giustizia sia stata ristabilita. Ci sono voluti anni per costruire una storia imprenditoriale e socio-culturale pionieristica studiata anche all’estero. Peccato aver voluto cancellare tutto in un soffio. Ringrazio tutte gli ex colleghi che in questi anni mi hanno dimostrato rispetto, stima e soprattutto affetto. Grazie agli amici di sempre, vicini da sempre e per sempre. Grazie alla mia famiglia travolta da una morbosità disumana. Questa storia di resilienza e dignità la dedico alla memoria del mio papà“.
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