Basilicata

Cosenza, l’Asp, De Salazar azzera il “modello Graziano”

Il nuovo commissario Vitaliano De Salazar avvia una ricognizione totale sull’Asp di Cosenza, smentendo il “risanamento” dell’era Graziano. Situazione caotica e nuova indagine sui conti


COSENZA – Mentre l’ex direttore generale dell’Asp di Cosenza Antonio Graziano, oggi alla guida dell’Azienda di Crotone, ha dichiarato alla stampa di voler esportare il “modello Cosenza” nella città Pitagorica, in terra bruzia si ricomincia da zero. E con un atto, firmato dal commissario straordinario Vitaliano De Salazar, che sostanzialmente mette in dubbio l’intero triennio precedente e la narrazione di un’Asp “risanata” e “bonificata” dai fantasmi del passato.

ASP DI COSENZA, SI RIPARTE DA ZERO

In sostanza il nuovo commissario, che è anche direttore generale dell’azienda ospedaliera di Cosenza dove tra dimissioni “eccellenti” e riorganizzazioni sembra allargarsi sempre più il numero degli scontenti, ha avviato una ricognizione complessiva sull’Asp, a partire ovviamente dal settore chiave del bilancio. E questo a pochi giorni di distanza dalla chiusura del contenzioso con l’Agenzia delle entrate nato per sanare circa un decennio di mancate dichiarazioni al Fisco da parte dell’Azienda. Un accordo che ha portato al pagamento di un milione e mezzo di euro e alla prescrizione per una parte dei debiti contratti.

ASP COSENZA, DE SALAZAR AVVIA RICOGNIZIONE

Quindi, da un lato non ci sarebbe stato «un formale e sostanziale passaggio di consegne» tra Graziano e De Salazar, dall’altro è necessario «un quadro conoscitivo completo e aggiornato sullo stato complessivo dell’Azienda». Qualche “indizio” c’è già. La nuova direzione parla di un contesto di «fragilità amministrativa» tradotto in «difficoltà di disporre dati uniformi sulle principali aree gestionali, nonché dell’assenza di strumenti idonei a restituire una rappresentazione organica dell’Azienda, e che la progressiva emersione di criticità gestionali e organizzative in ambiti diversi rende necessaria un’attività preliminare».

IL CAOS AMMINISTRATIVO

In altre parole, all’Asp regnerebbe (ancora) il caos amministrativo dichiarato “risanato” negli anni scorsi. Ora, la soluzione al momento è quella di creare un gruppo di lavoro multidisciplinare alle dirette dipendenze di De Salazar e composto sia da interi che da esterni all’Asp. E tutti gli uffici dovranno «tempestivamente» rispondere alle richieste di chiarimento.

LA REVISIONE IN ATTO SU FONDI E RISORSE

Ma a giudicare dalle richieste sui settori c’è praticamente da capire l’intero apparato dell’Asp nelle sue aree più critiche. L’intervento conoscitivo «urgente» riguarda fondi e risorse finanziarie, in che modo sono impiegati e dove i dipendenti dell’Asp (non solo medici e infermieri), stato dei contratti, stato del patrimonio aziendale, i livelli dell’erogazione dell’assistenza ospedaliera e verifica degli standard, stato di attuazione sull’assistenza territoriale, organizzazione e funzionamento del sistema di emergenza-urgenza e del 118. Praticamente tutti i settori critici di quest’ultimo triennio, alcuni dichiarati puntualmente come “risanati”, altri ancora rimasti sostanzialmente a come erano qualche anno fa. Insomma, c’è da rifare tutto dall’inizio. Ancora una volta.


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