Cosenza, la sopraelevata di Via Padre Giglio si colora: al via il progetto di rigenerazione urbana
È stato presentato a Palazzo dei Bruzi il progetto di rigenerazione urbana del sottoponte della sopraelevata di Cosenza, ideato da Federico Morabito, ceo di Hobby Color. L’iniziativa punta a trasformare uno spazio finora trascurato in un luogo identitario, accogliente e riconoscibile, restituendo alla città un ambiente vivo, attrattivo e funzionale.
COSENZA – Restituire alla città uno spazio trascurato e trasformarlo in un luogo identitario, attrattivo e riconoscibile: è questa la sfida del progetto di rigenerazione urbana del sottoponte della sopraelevata di Cosenza dal titolo “Rigenerare lo spazio. Restituire la città”. Ideato da Federico Morabito (ceo Hobby Color) e presentato al sindaco di Cosenza Franz Caruso, l’intervento rappresenta la naturale prosecuzione del percorso avviato nel dicembre 2022 con i sei murales dell’iniziativa “Sei facce della stessa medaglia”. L’area sotto la sopraelevata da anni vive un destino di abbandono: box dismessi, accumuli di rifiuti, spazi vuoti e degrado visivo hanno segnato l’immagine della città. Il progetto punta a ribaltare questa condizione. Il piano prevede il proseguimento del percorso artistico sui pilastri, l’inserimento di verde urbano e la progressiva rimozione dei box abbandonati.
Il progetto è stato presentato nel corso della conferenza stampa tenutasi giovedì 12 marzo nel Salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, a cui hanno partecipato: il sindaco di Cosenza Franz Caruso, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, Federico Morabito (ceo di Hobby Color), l’ingegnere-architetto Pierluigi Valenti di Chromology – azienda leader nel settore dei colori – che ha elaborato la relazione tecnica del progetto, Leonardo Pelagatti, capo del servizio colori della stessa azienda. A moderare l’incontro, Giuseppe Di Donna. Sono intervenuti i rappresentanti della cittadinanza, tra cui una delegazione del Comitato di via Panebianco guidata dal presidente Alessandro Grandinetti.
“Rigenerare lo spazio. Restituire la città”: il progetto ideato da Federico Morabito
Il sindaco Franz Caruso ha sottolineato il valore umano e civico alla base dell’iniziativa dell’imprenditore cosentino: «Gli interventi di Federico Morabito sono atti d’amore verso la città».
Il primo progetto, “Sei facce della stessa medaglia”, ha trasformato i pilastri della sopraelevata in simboli della memoria cittadina, raccontando valori e figure simboliche per Cosenza: dalla legalità, rappresentata dal direttore del carcere Sergio Cosmai, vittima della criminalità organizzata, alla solidarietà legata all’esperienza della Terra di Piero e alla figura di Padre Fedele. Gli altri murales celebrano la scienza e la conoscenza attraverso il filosofo cosentino Bernardino Telesio, il contrasto alla violenza di genere ispirato alla figura di Artemisia Gentileschi, la devozione cittadina alla Madonna del Pilerio e la cultura popolare, omaggiata con il volto del cantante Mario Gualtieri. «Quelle sei colonne hanno già dato un primo segnale di identità alla città. Ora vogliamo compiere un passo ulteriore, ancora più significativo e visibile», ha precisato il primo cittadino.
Caruso ha lanciato anche una proposta: dotare Cosenza di un piano colore urbano, strumento già adottato in numerose città italiane per armonizzare l’estetica degli edifici: «È un progetto che ho sempre immaginato per la nostra città ma che purtroppo richiede risorse di cui al momento non disponiamo, anche a causa della situazione di dissesto finanziario. Per questo ho chiesto a Morabito e a Chromology una collaborazione solidale».
Il progetto di rigenerazione urbana della sopraelevata di Cosenza firmato Federico Morabito
Federico Morabito ha spiegato: «Credo che noi imprenditori non dobbiamo essere soltanto “prenditori”, ma restituire qualcosa al territorio e all’ambiente che ci permettono di lavorare e crescere. Nel limite delle mie competenze e possibilità economiche, sto portando avanti questo progetto di riqualificazione. Spero possa essere apprezzato. L’idea è creare un vero e proprio percorso, direi un museo all’aperto, dove cittadini e turisti possano scoprire alcune delle principali tematiche che raccontano la storia di Cosenza». Tra i temi che ispireranno i prossimi interventi, Morabito ha anticipato una particolare attenzione all’enogastronomia cosentina e allo sport, con un riferimento speciale al calcio. Quanto ai tempi di realizzazione, ha assicurato: «Dall’affidamento dell’incarico, prevediamo di completare tutto in non oltre tre mesi. È un impegno che prendo personalmente».
Chromology presenta le caratteristiche tecniche del progetto
A illustrare le caratteristiche tecniche del progetto è stato Pierluigi Valente che ha messo in luce il lavoro preliminare svolto sulla struttura della sopraelevata. «Tra le problematiche riscontrate: la presenza di macchie, colature e sporco accumulato nel tempo, soprattutto a causa dello smog. Inoltre, abbiamo individuato alcune parti mancanti del copriferro nelle zone del palcato più vicine ai giunti». Prima di definire l’intervento cromatico, il team ha effettuato un’analisi dettagliata dello stato di conservazione della struttura, dopodiché ha previsto un intervento di ripristino delle parti danneggiate. «Solo dopo questa fase – ha aggiunto Valente – si passa alla scelta della pittura più adatta, capace di assicurare idrorepellenza, copertura e resistenza agli agenti atmosferici e allo smog. Tecnica e colore devono procedere insieme. Sono due elementi fondamentali per garantire nel tempo la qualità e la durabilità dell’intervento».

La sopraelevata di Via Padre Giglio si colora: ecco la palette cromatica ispirata al territorio cosentino
Se la componente tecnica garantisce la solidità dell’intervento, quella cromatica rappresenta la vera anima del progetto. A presentarla è stato Leonardo Pelagatti: «La percezione che abbiamo oggi della sopraelevata è quella di una divisione. Con questo intervento cromatico vogliamo trasformarla in un elemento di connessione».
Il progetto prevede una palette ispirata al territorio cosentino, costruita a partire da quattro dimensioni fondamentali. La prima è quella geologica: «Abbiamo individuato il colore della roccia che caratterizza il territorio cosentino scegliendo due tonalità di grigio che richiamano proprio la materia originaria del paesaggio». La seconda dimensione è quella ambientale: «Abbiamo guardato il cielo e i fiumi Crati e Busento. L’azzurro diventa un elemento di unione tra l’interno e l’esterno del ponte». Il terzo riferimento è la dimensione storico-urbana, ricercata nel centro storico di Cosenza: «Abbiamo scelto il beige più rappresentativo della città». Infine, la quarta dimensione riguarda l’identità architettonica e culturale del territorio, richiamata attraverso i colori simbolo del Teatro Rendano: un bianco luminoso e una terracotta intensa. «Il colore – ha concluso Pelagatti – diventa una traccia materiale della città. Non è solo decorazione, ma un modo per restituire continuità tra paesaggio, storia e spazio urbano».
Source link


