Basilicata

Cosenza, la festa della Madonna del Pilerio e i 450 anni dalla peste

A Cosenza il 12 febbraio è la festa della Madonna del Pilerio, nel 2026 cadono i 450 anni dall’epidemia di peste e dalla speciale protezione di Maria


COSENZA – È dal 1855 che i cosentini celebrano la festa patronale in onore della Madonna del Pilerio. Dopo il terribile terremoto che colpì la Calabria nel 1854 la popolazione ha riposto nelle mani della Madonna del Pilerio le sorti della città. La Madonna più volte nel corso dei secoli ha salvato la popolazione a cominciare dall’epidemia di peste del 1576.
E i cosentini si rivolgono a lei nei momenti di sconforto e di bisogno, pregano per ricevere aiuto nei momenti difficili. Rivolgono a Maria una preghiera per ricevere aiuto nei momenti difficili.
Sono passati 450 dalla peste.

«Gli storici – spiega don Enzo Gabrieli durante la conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni del 12 febbraio – non sono sicuri della collocazione temporale precisa della peste ma a noi poco importa. Partiamo dal fatto storico o presunto tale per mettere in evidenza come la Madonna si prende cura del suo popolo ed esprime la sua maternità nei nostri confronti, e Cosenza ha saputo riconoscere questa speciale maternità nell’evento catastrofico della peste». La popolazione fu salva e la Madonna prese su di sè la peste (sull’icona è visibile il bubbone della peste sulla guancia di Maria che coincise con la fine dell’epidemia) da allora i fedeli riconoscono la sua speciale protezione.

LA FESTA DEL PILERIO E I 50 ANNI DEL RESTAURO DELL’ICONA DELLA MADONNA

La Festa del Pilerio di quest’anno, 2026, poi coincide anche con i 50 anni dal restauro dell’Icona protettrice.
Don Luca Perri spiega che in occasione della festa patronale, l’icona della Madonna del Pilerio, lascerà il suo posto nella nicchia e sarà collocata davanti al secondo pilastro della porta della cattedrale. «Il pilastro che sostiene la chiesa, – dice – questa è la Madonna, il pilastro a cui noi possiamo appoggiarci».

IL 12 FEBBRAIO 2026 LA PROCESSIONE CON L’ICONA ORIGINALE

Poi in processione sarà portata proprio l’icona originale, un fatto eccezionale. «Il segno di portare in processione – spiega – è importante perché rappresenta lo stretto legame con la comunità».
Don Luca poi parla delle altre esperienze legate alla festa patronale e alla Madonna che si prende cura del suo popolo.

«L’11 febbraio, che è anche la giornata mondiale del malato, abbiamo pensato alla messa della consolazione nella quale vogliamo assumere come chiesa la sofferenza fisica e spirituale di tanti fratelli e sorelle attraverso la preghiera di intercessione per i malati, il sacramento dell’unione degli infermi, la confessione e l’eucarestia».

«Abbiamo bisogno più che mai oggi di prenderci cura a partire da noi stessi, degli altri, delle famiglie, dell’ambiente in cui viviamo, della realtà storica, perché prendersi cura è anche l’inizio di una nuova era di pace e di fraternità».
Presente alla conferenza stampa anche don Michele Fortino, vicario generale della Diocesi, «è importante ritrovarsi nella festa di quest’anno, legata appunto agli anniversari e alla visita del Patriarca. Abbiamo bisogno di trovare un punto di riferimento comune». Don Salvatore Fuscaldo, direttore del Museo Diocesano ha rivelato che, in occasione della Festa della Madonna del Pilerio, anche la Stauroteca, uscirà dal museo per riprendere posto sull’altare.


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