Cosenza, domiciliari presunti fiancheggiatori latitante Occhiuzzi
Operazione della DDA e dei Carabinieri nel Cosentino. Sette persone accusate di favoreggiamento: garantivano covi, denaro e comunicazioni a Luca Occhiuzzi, arrestato nel febbraio 2025
COSENZA – I Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno chiuso il cerchio attorno alla rete di fiancheggiatori che ha protetto la fuga di Luca Occhiuzzi. Questa mattina, mercoledì 21 gennaio 2026, i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di sette persone. La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro accusa gli indagati di favoreggiamento personale per aver garantito la latitanza dell’uomo, terminata con l’arresto lo scorso 15 febbraio 2025.
La rete logistica: soldi, spesa e messaggi
Le indagini, coordinate dalla DDA catanzarese e condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri, hanno svelato un sistema di assistenza capillare. Gli indagati non si limitavano a un supporto morale, ma fornivano aiuti concreti: consegnavano generi alimentari, garantivano flussi di denaro contante e gestivano le comunicazioni del latitante verso l’esterno, permettendogli di mantenere i contatti senza esporsi.
Il ruolo chiave delle due donne e i covi
Tra i sette arrestati figurano anche due donne, legate sentimentalmente a Occhiuzzi. Secondo gli inquirenti, le due hanno svolto un ruolo determinante nella logistica abitativa. Hanno messo a disposizione l’immobile dove i Carabinieri hanno scovato e bloccato il ricercato a febbraio, ma hanno anche procurato un precedente appartamento utilizzato da Occhiuzzi in una fase anteriore della sua latitanza.
La fuga e le accuse di tentato omicidio
Luca Occhiuzzi sottraeva se stesso alla giustizia dal 15 settembre 2022. In quella data, l’uomo aveva fatto perdere le sue tracce per evitare la custodia cautelare in carcere. Su di lui pende l’accusa di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.
I fatti risalgono al giugno 2021, a Belvedere Marittimo. Secondo l’accusa, Occhiuzzi, insieme ad altri tre complici, ha aggredito un addetto alla sicurezza di un locale notturno. Il movente riguarda una presunta estorsione: il gruppo pretendeva di consumare bevande senza pagare. Al rifiuto del buttafuori, è scattata la violenza che ha poi portato alle indagini e alla successiva latitanza, oggi definitivamente conclusa anche per i suoi presunti complici.
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