Basilicata

Cosenza calcio, una sconfitta che sa di crisi

La sconfitta del Cosenza calcio con il Crotone sa di crisi e gennaio da mese di fuoco rischia di tramutarsi in fallimento totale


COSENZA – Era stato detto che gennaio mese prospettava essere un mese di fuoco, ma adesso è un inferno che rischia di tramutarsi in un totale fallimento. Nelle prossime due partite ci si gioca tutto, compresa la credibilità del gruppo tecnico e dell’allenatore.

Un punto in tre partite di cui due in casa, contro formazioni non di altissima classifica, entrambe perse, non solo solo un campanello d’allarme ma una vera e propria crisi anche perché, a parte il primo tempo di Salerno, si tratta di due gare giocate veramente male. Una squadra spenta (i segnali di allarme già visti da Foggia in poi, inutile mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi) e alcuni elementi, in passato cardini del gioco di Buscè, sono letteralmente svaniti. Non è che dopo lo sciopero dei tifosi, la protesta dei giornalisti “dissidenti”, anche la squadra ha deciso di tirare i remi in barca vista la situazione?

SI BRANCOLA NEL BUIO

Insomma, anche l’unico elemento sin qui valutato benevolmente rischia di rimanere stritolato dalla situazione generale. Quando Buscè lamentava la esiguità dell’organico avrebbe dovuto aggiungere: “servono giocatori ma di qualità”, e chiedere con fermezza e pubblicamente dove la società vuole arrivare in questo campionato. In questo modo si brancola senza sapere, senza capire, i reali obbiettivi societari (semmai ce ne siano di certi e progettuali). Anche operare sul mercato diventa un esercizio di estrema difficoltà anche per il più navigato dei direttori sportivi.

Il contributo dei nuovi arrivati è praticamente nullo e in qualche circostanza dannoso. La personalità in campo latita e Ricciardi si è fermato nel fare gol. Squadra contratta, senza mai un accenno ad accendersi, senza creare mai nessun pericolo agli avversari.
Questo, nonostante i rapporti buoni tra tifoseria, era un derby e un derby si gioca con ben altro stato d’animo, con ben altra grinta, con ben altra convinzione.

VERSO UN CAMPIONATO ANONIMO

Insomma è un Cosenza fortemente ridimensionato in ogni sua componente e se dal mercato non arrivano giocatori di qualità capaci di mettere il Cosenza in prima fila nei pronostici e nelle certezze per i play off, questo diventa un campionato anonimo, quasi inutile da giocare, certamente inutile da vedere.

Intanto la tifoseria mugugna, mormora, scrive. Probabilmente il vertice societario non legge o fa finta di non leggere. La città tutta la città, è contro questa gestione del club. Un club che vive senza un minimo di programmazione, senza un accenno di organizzazione. Tutta in coro la città chiede un cambio di proprietà, e se ancora c’è una minima trattative, per come si dice in giro, che venga colta da parte di patron Guarascio e si liberi del Cosenza e Cosenza sarà libero da Guarascio. È un matrimonio che non funziona più e forse mai ha funzionato. I divorzi sono la cosa più democratica che sia stata inventata. Ci si siede a un tavolo e si trovi un accordo.

Un accordo per il bene di tutti è sempre possibile. Ma se le “preghiere” di una città, di un’intera tifoseria verranno ancora inascoltate, allora è nel giusto chi pensa che sia arrivato il momento di costituire una nuova società facendo rinascere il “Cosenza calcio 1914”, anche partendo dalle ceneri. Ovviamente non è una soluzione bellissima ma se deve essere l’unica soluzione che ben venga.

SULLE GIOVANILI

Sulle squadre giovanili quello che si dice è ancora peggio. Tutto da verificare ma in giro si sussurra che le due formazioni Under 15 e Under 17 abbiamo giocato a Siracusa affrontando un viaggio inconcepibile per una società professionistica. Si dice, ma è da verificare, che le due formazioni siano partiti nel cuore della notte per giungere a Siracusa giusto in tempo per scendere in campo e mentre l’Under 15 giocava i ragazzi dell’Under 17 sugli spalti in attesa perché subito dopo toccava a loro giocare. Anche chi li accompagna e chi li allena hanno delle responsabilità e non basta far uscire la notizia lamentandosi, bisognerebbe metterci la faccia e denunciare tanta approssimazione.


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