cosa cambia con le nuove regole UE
8 giugno 2026 – ore 18:00 – La chiusura dello Stretto di Hormuz e la conseguente crisi di approvvigionamento dei carburanti stanno mettendo a dura prova il settore dei trasporti nel Vecchio Continente. Tra i comparti più colpiti quello dell’aviazione civile che, con l’avvicinarsi della stagione estiva, rischia una contrazione senza precedenti, tra voli cancellati, modifiche delle rotte e chiusura degli spazi aerei.
Una situazione che ha spinto la Commissione Europea a pubblicare nuove linee guida sui diritti dei passeggeri in caso di ritardi aerei, dopo che alcune compagnie hanno iniziato a chiedere integrazioni dei prezzi dei biglietti aerei pagati dopo il loro acquisto. Commissione Europea che ha ribadito che l’aumento retroattivo è una pratica non consentita.
In breve: FAQ su regole UE, caro carburante e Diritti dei Passeggeri Aerei
- Le compagnie possono aumentare il prezzo del biglietto dopo l’acquisto? No. La Commissione Europea ha chiarito che le modifiche retroattive sui voli sono vietate. Il prezzo mostrato al momento dell’acquisto deve essere sempre quello finale e complessivo di tutti i costi.
- Quali tutele garantisce il Regolamento europeo in caso di ritardo o cancellazione? Il Regolamento CE 261/2004 tutela chi vola in Italia e in Europa. In caso di ritardo superiore a 3 ore o cancellazione improvvisa, spetta un risarcimento in denaro compreso tra 250 e 600 euro in base alla tratta. Se il ritardo supera le 5 ore, si ha diritto al rimborso totale o parziale del biglietto e alla riprotezione.
- A quali servizi si ha diritto con l’assistenza in aeroporto? L’assistenza scatta in automatico indipendentemente dal risarcimento economico. Include cibo, bevande, comunicazioni gratuite e, in caso di partenze posticipate al giorno successivo, il pernottamento in hotel con il relativo trasporto.
- Cancellazione per caro carburante: spetta il risarcimento? Sì. La volatilità dei prezzi del mercato energetico rientra nel normale rischio d’impresa delle compagnie. Pertanto, se il volo viene annullato a causa del caro carburante con meno di 14 giorni di preavviso, il passeggero ha diritto sia al rimborso del biglietto sia alla compensazione economica (250-600 euro).
- La mancanza fisica di carburante dà diritto a una compensazione? No, in questo caso specifico si applica l’eccezione. Se il volo viene cancellato a causa di una carenza locale materiale di carburante in aeroporto, il disservizio è considerato una circostanza eccezionale (come il meteo o gli scioperi esterni). Il passeggero mantiene comunque il diritto al rimborso del biglietto o alla riprotezione, ma perde il diritto al risarcimento in denaro.
La questione dei prezzi dei biglietti
Circa un mese fa l’operatore low cost spagnolo Volotea ha iniziato a chiedere ai propri viaggiatori un supplemento ai biglietti pagati a pochi giorni dalla partenza per mitigare gli effetti del caro carburante.
Una pratica ritenuta scorretta dalla Commissione Europea che ha deciso di rendere più chiara la disciplina del Regolamento n. 1008/2008 sui servizi aerei. Una legge che impone ai vettori di mostrare sempre il prezzo complessivo dei biglietti, comprensivi di tutti gli elementi di costo.
Viene quindi messo nero su bianco il divieto di qualsiasi modifica retroattiva dei prezzi dei ticket di viaggio, neanche in caso di aumento dei costi dei carburanti rispetto alle prime previsioni.
Questo non significa che gli operatori non potranno aumentare i prezzi dei biglietti nei prossimi mesi (specialmente se il blocco di Hormuz rimarrà in vigore), ma semplicemente che non potranno ammortizzare le spese di approvvigionamento sui viaggiatori che hanno già pagato.
Come sono protetti i passeggeri che volano in Italia
La precisazione della Commissione è una ottima occasione per approfondire il tema dei diritti dei passeggeri in caso di ritardo e delle tutele garantite loro dalla legge in caso di disservizi come ritardi aerei, cancellazioni e mancati imbarchi per overbooking.
A spiegare nel dettaglio la disciplina dei risarcimenti sono realtà come AirHelp, da anni specializzata nell’assistenza legale delle vittime delle problematiche aeree, che nelle sue guide dedicate fornisce una panoramica puntuale su rimborsi e risarcimenti.
La buona notizia è che chi vola in Italia è ampiamente tutelato dal Regolamento CE 261/2004 che protegge tutti coloro che viaggiano sul territorio europeo o con compagnie aeree europee.
Tra i principali diritti dei viaggiatori ci sono risarcimenti in denaro, assistenza in aeroporto e rimborsi totali o parziali dei biglietti pagati.
Quali sono i principali diritti al rimborso e al risarcimento
Il regolamento europeo stabilisce che chi deve affrontare una cancellazione o un ritardo aereo superiore alle 3 ore ha diritto a una compensazione economica che può variare tra 250 e 600 euro a seconda della lunghezza della tratta.
Con 5 o più ore di ritardo, invece, il passeggero ha diritto anche al rimborso totale del biglietto e alla riprotezione su un volo alternativo. Oppure a un rimborso parziale per la parte di viaggio non effettuata.
Gli altri diritti dei passeggeri
Tra gli altri diritti dei passeggeri uno dei più importanti è quello all’assistenza in aeroporto, che scatta indipendentemente dalla possibilità di accedere al risarcimento economico o al rimborso del biglietto.
Nel diritto all’assistenza rientrano la possibilità di ottenere cibo, bevande e accesso alle comunicazioni gratuite, il pagamento di una stanza di hotel in caso di ritardo notturno o partenza posticipata e il rimborso delle spese di trasporto da e verso l’aeroporto.
Rimborsi e risarcimenti in caso di carenza di carburante
Una delle questioni più dibattute in questo preciso momento storico è quella degli eventuali rimborsi per i passeggeri in caso di cancellazione del volo per mancanza di carburante.
L’UE è intervenuta anche su questo preciso argomento e ha ribadito che i passeggeri continuano ad avere il diritto del rimborso integrale e del volo alternativo, oltre a quello al risarcimento se la cancellazione viene comunicata con un preavviso inferiore ai 14 giorni dalla data di partenza.
Tutto ciò a patto che il disservizio non sia causato da circostanze eccezionali indipendenti dalla compagnia. In questa specifica categoria, che comprende problemi di carattere meteorologico, scioperi dei controllori di volo, problemi di instabilità politica ed emergenze sanitarie, rientrano anche le carenze locali di carburante che impediscono di effettuare il volo.
I prezzi del carburante, al contrario, non vengono considerati una circostanza eccezionale. Questo perché, spiegano le istituzioni europee, il carburante resta una quota significativa dei costi dei vettori e da sempre è soggetto alla volatilità dei prezzi di mercato.
In conclusione, quindi, chi si vede annullato il volo per il caro carburante ha diritto al rimborso del biglietto (o a un’eventuale riprotezione su un altro volo) e al già citato risarcimento economico compreso tra 250 e 600 euro.
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