Corteo al Pilastro contro il Muba

Alcune centinaia di persone hanno sfilato questo pomeriggio per le strade del Pilastro contro la costruzione di Futura, il Museo delle bambine e dei bambini che il Comune di Bologna sta realizzando nell’area del parco del rione. In testa al corteo, partito da via Ada Negri e diretto a fare il giro del quartiere, una sagoma di cartone che ritrae il sindaco Matteo Lepore con in mano un manganello e una motosega.
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“Abbiamo deciso di scendere per le strade del rione per rispondere con la solidarietà tra gli abitanti alle non risposte da parte dell’amministrazione”, ha dichiarato Laura Pasotti, portavoce del comitato MuBasta, ricordando come la richiesta di un incontro con il Comune risalga al 5 febbraio scorso. “Nei giorni scorsi c’erano fino a 20 camionette della Polizia e dei Carabinieri che si alternavano con gli idranti e gli autoblindo. La risposta è stata militarizzare completamente il quartiere attorno al cantiere.” Di fronte alla posizione del sindaco Lepore, disponibile al dialogo ma solo per modifiche al progetto e non per fermarlo, Pasotti è netta: “Quello che chiediamo è che se proprio lo vogliono fare, il progetto non venga fatto nel parco. Stiamo parlando di un cantiere enorme all’interno di un parco circondato da palazzine di sette piani, che è il parco residenziale delle persone che ci abitano. Quest’estate sarà un disastro, e se andrà avanti diventerà un’isola di calore, in un momento in cui c’è bisogno di aumentare le superfici verdi.”
Tra i manifestanti anche Danny Labriola, co-portavoce dei Verdi nella provincia di Bologna: “Noi Verdi siamo qui fin dall’inizio, anzi da prima che nascesse il comitato MuBasta, perché abbiamo subito capito che qui si è consumata una devastazione ambientale. Non si può togliere un parco ai cittadini del Pilastro: in questi prati e sotto gli alberi abbattuti si svolgevano le vite delle persone, i bambini giocavano, la gente si ritrovava. A Bologna bisogna imparare che la rigenerazione urbana si fa recuperando edifici esistenti, non cementificando le zone verdi.”
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Favia: “La politica fa quello che vuole”
Presente anche Giovanni Favia, candidato sindaco civico, che ha puntato il dito sui reali bisogni del quartiere: “Questo rione, come altre periferie, ha un problema legato all’adolescenza e alla dispersione scolastica. Ci sono ragazzi in bilico tra una vita di studio e di lavoro e una vita sul monopattino a spacciare. Questi sono i problemi delle periferie, non l’infanzia.” Sulla natura del progetto, Favia si è detto scettico: “Non conosciamo il piano economico, non conosciamo il progetto educativo, non capiamo se sarà a pagamento o qualcosa collegato ai percorsi scolastici. Eppure hanno fatto il percorso partecipato. Su cosa, se è un progetto fantasma?” L’aspirante primo cittadino ha poi attaccato l’amministrazione sul metodo: “La politica fa quello che vuole, dà i suoi appalti, promette alle cooperative, e poi ci ritroviamo coi residenti, che sono i loro stessi elettori, a difendere il territorio. E il sindaco invece di confrontarsi scappa: so che tra qualche giorno andrà in tv a parlare del Muba senza contraddittorio col comitato. Questo non è accettabile.”
Rifondazione Comunista: “La Grande Bologna va stralciata”
Alla manifestazione ha partecipato anche Rifondazione Comunista, insieme ai Giovani Comunisti e ai militanti del partito nel quartiere. “Le centinaia di persone scese in piazza sono un forte segnale”, si legge in una nota della segreteria provinciale del Prc, che chiede di fermare il progetto e di dirottare i fondi PNRR verso il recupero di strutture già esistenti e abbandonate. Per Rifondazione, però, il caso Muba è solo la punta dell’iceberg: “Di fronte a una città focolaio di proteste alimentate dalle grandi opere calate dall’alto dal Comune, la giunta deve stralciare una volta per tutte il piano Grande Bologna, che ha solo peggiorato le condizioni di vita della cittadinanza. In mancanza di un cambio di passo di importanza strategica, qualsiasi dialogo è inutile.”
Alla manifestazione erano presenti anche esponenti di Potere al Popolo e attivisti già impegnati nelle mobilitazioni per il parco Don Bosco e Villa Paradiso. La serata si concluderà con una cena nel parco offerta dal circolo Guarnelli.
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