corteo a Torino, “Senza consenso è stupro”
TORINO – Dai Murazzi a piazza Vittorio, centinaia di persone sono scese in piazza a Torino per dire no al cosiddetto “Ddl Bongiorno”, il disegno di legge in materia di violenza sessuale contestato da associazioni e movimenti femministi. La mobilitazione, promossa a livello nazionale da Non Una di Meno, ha attraversato il centro cittadino con slogan e cartelli contro il provvedimento.
Tra le scritte esposte: “Senza consenso è stupro”, “Il governo protegge gli stupratori”, “La nostra sicurezza: educazione all’affettività e al consenso”.
Le ragioni della protesta
Secondo le manifestanti, il disegno di legge introdurrebbe un’impostazione che rischia di riportare sulla persona offesa l’onere di dimostrare il dissenso espresso durante l’atto. Una prospettiva ritenuta inaccettabile da chi è sceso in strada, soprattutto a trent’anni dall’approvazione della legge 66/1996, che ha trasformato la violenza sessuale da reato contro la morale pubblica a delitto contro la persona.
«Con questo Ddl spetta alla donna dimostrare il proprio rifiuto», ha spiegato Elvira, attivista della Casa delle Donne, «Senza consenso è stupro: dovrebbe essere un principio scontato».
La mobilitazione torinese si inserisce in una giornata di protesta diffusa in diverse città italiane, con l’obiettivo dichiarato di fermare l’iter parlamentare del provvedimento prima dell’approdo in Aula.
Dal presidio al corteo in centro
Il presidio iniziale ai Murazzi si è trasformato in un corteo che ha attraversato il centro storico fino a piazza Vittorio Veneto. Durante il passaggio, le partecipanti si sono fermate per ricordare le vittime di violenza, tra cui Zoe Trinchero.
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