Corte Conti Emilia-Romagna virtuosa. Replica De Pascale

L’Emilia-Romagna è una regione “virtuosa”. A dirlo è Vittorio Raeli, presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per l’Emilia-Romagna, intervenuto a margine dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 a Bologna. Un giudizio netto e pubblico che fotografa, secondo il magistrato, una gestione amministrativa corretta da parte di enti locali e Regione.
“Gli amministratori locali e regionali non danno adito a procedimenti erariali come in altre regioni”, ha affermato Raeli, sottolineando come il quadro dell’attività giudiziaria dello scorso anno mostri una situazione non critica. Quando parla di Regione, ha precisato, si riferisce a enti locali, Provincia, Città metropolitana, dipendenti e amministratori: “Sono loro che fanno le amministrazioni”.
La replica di Michele de Pascale
Le parole del presidente Raeli hanno ricevuto il commento del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che ha espresso “profonda gratitudine” a nome dell’istituzione regionale.
“Ci hanno colpito e onorato profondamente”, ha dichiarato de Pascale, sottolineando come il riconoscimento venga accolto “con grandissima umiltà e con la responsabilità di essere ancora più rigorosi e trasparenti”.
Risarcimenti oltre 10 milioni nel 2025
In un quadro positivo, tuttavia, ci sono anche delle ombre. Nel 2025 la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna ha emesso 44 sentenze per responsabilità erariale, di cui 32 di condanna, per un totale di 10.152.383,47 euro di risarcimenti stabiliti. Il dato è in linea con quello del 2024 per numero di sentenze, ma gli importi risultano quasi raddoppiati, con un incremento dell’85% rispetto ai circa 5,4 milioni dell’anno precedente. La quasi totalità degli oltre 10 milioni riconosciuti deriva da quattro sentenze relative a contributi pubblici, che hanno concentrato risarcimenti per più di 9,4 milioni di euro.
Nonostante il quadro complessivamente positivo, Raeli ha acceso i riflettori su un nodo strutturale: “Il problema non è soltanto il danno accertato, ma l’esecuzione delle sentenze di condanna”. I tassi di effettiva riscossione risultano infatti molto ridotti, una criticità che – ha spiegato – riguarda l’intero territorio nazionale.
Migliorano gli indici di smaltimento
Sul piano organizzativo, nel 2025 si registra un netto miglioramento dell’indice di ricambio dei procedimenti, passato al 96% rispetto al 37% del 2024. In crescita anche l’indice di smaltimento, salito al 47% rispetto al 29% dell’anno precedente.
A trainare l’attività della Sezione resta la materia pensionistica, con un indice di ricambio del 102% e uno di smaltimento del 57%. Sostanzialmente stabile la durata media dei processi: 292 giorni per i giudizi di responsabilità e di conto e 280 giorni per quelli pensionistici.
“Più che riforma, la chiamo controriforma”
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Raeli ha affrontato anche il tema della riforma della Corte dei Conti, definendola provocatoriamente una “controriforma”. Secondo il presidente della Sezione emiliano-romagnola, il testo non riuscirebbe a centrare l’obiettivo dichiarato di superare la cosiddetta “burocrazia difensiva”.
Pur non contestando l’intento del legislatore, Raeli ha evidenziato che la riforma non risolverebbe il problema strutturale che si propone di affrontare. Un giudizio critico che si inserisce nel dibattito nazionale sul ruolo della magistratura contabile e sull’equilibrio tra controllo e capacità decisionale della pubblica amministrazione.
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