Trentino Alto Adige/Suedtirol

Coro Monti Pallidi, finita l’era di Alberto Magnanini – Laives



LAIVES. Dopo il terzo mandato, Alberto Magnanini lascia – come da statuto – l’incarico di presidente del coro Monti Pallidi. Si apre quindi una nuova fase per quanto riguarda il Monti Pallidi, una fase che – afferma lo stesso Magnanini – richiederà anche “Scelte difficili, ma necessarie per il futuro”. La decisione è stata formalizzata in occasione dell’assemblea sociale dell’Aps Monti Pallidi, alla quale hanno presenziato anche il sindaco di Laives, Giovanni Seppi e l’assessore alla cultura Walter Landi.

Presidente Magnanini, guardando indietro, come valuta il lungo periodo nel quale lei ha guidato una delle associazioni culturali più importanti a livello comunale?

Sono stati indubbiamente anni impegnativi, basti pensare ad esempio al periodo del Covid, quando non ci si poteva incontrare, se non con pesanti restrizioni. Però anche anni ricchi di significato e di attività per l’Aps Monti Pallidi. Lascio quindi l’incarico alla presidenza con serenità e con la consapevolezza di aver guidato l’associazione in passaggi decisivi. Non sono mancate le difficoltà, ma abbiamo sempre scelto di guardare avanti.
La trasformazione dell’associazione avvenuta nel 2017 sarà stata uno degli snodi cruciali: da “Coro Monti Pallidi”, siete passati ad “Aps Monti Pallidi”, che ha significato riunire in un’unica associazione i 5 corpi che compongono la galassia “Monti Pallidi” ovvero, il Monti Pallidi, la Schola Cantorum, il coro Artemisia, le Voci di passaggio e il coro Piccole voci.

Sì, per noi è stata la scelta più importante. Passare da semplice coro ad associazione di promozione sociale, inglobare tutti e cinque i cori di lingua italiana presenti nel Comune di Laives, non è stato indolore. C’erano dubbi e resistenze. Ma quella decisione ha dato struttura, responsabilità e prospettiva ai nostri cori. Oggi possiamo dire che senza quel passo non avremmo la solidità attuale”.

Poi, come ricorda anche lei, è arrivato il Covid ad imporre una battuta d’arresto per tutti.

È stato il momento più duro, perchè un coro vive di presenza e condivisione e invece, improvvisamente, tutto si era fermato. Abbiamo perso concerti, continuità, contatto umano. Ma non abbiamo perso lo spirito. La ripartenza quindi è stata una piccola rinascita.

Un’associazione di queste dimensioni ha anche un bilancio che deve essere rispettato e quello dell’Aps Monti Pallidi in particolare parla di un’attività intensa.

Sì, chiudiamo l’esercizio con un disavanzo di 3.500 euro su 93.000 euro di movimenti complessivi, il volume più alto mai registrato nella storia dell’associazione. È importante sottolineare che il disavanzo è ampiamente coperto dalle quote sociali e non incide sulla stabilità economica. È il segno tangibile che l’Aps Monti Pallidi è un’associazione viva, che organizza, produce cultura e investe sul territorio con responsabilità.

Alberto Magnanini, termina qui dunque il suo lungo impegno?

Assolutamente no. Direi che finisce un ruolo, non finisce l’appartenenza. Non sono il tipo da “arrivederci e grazie”. Continuerò a dare una mano dietro le quinte, con discrezione e spirito di servizio, finché il fisico me lo permetterà. I Monti Pallidi fanno parte della mia vita, e resteranno una parte importante anche senza la fascia da presidente.

Un ultimo pensiero?
Il mio grazie va ai coristi, ai direttori, al direttivo e a chi lavora dietro le quinte. E un ringraziamento particolare ai presentatori dei concerti, che aiutano il pubblico a comprendere i brani e a viverli con maggiore consapevolezza. Fare cultura significa anche questo.

Più che un addio è dunque un arrivederci, in un altro ruolo, sempre all’interno del sodalizio.




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