Umbria

Coppa Italia, Final Four: Sir Susa Scai-Verona e quel conto aperto che vale la finale


di Carlo Forciniti

Bologna, Unipol Arena. Sabato 7 febbraio. Ore 18. La Sir Susa Scai affronta la Rana Verona nella seconda semifinale delle Final Four di Coppa Italia. In palio l’accesso alla finale. In palio – sponda – Perugia, l’occasione di prendersi una doppia “rivincita”. Sportiva, si intende. La sfida diretta tra i bianconeri e i gialloblu “rischia” di essere un gustoso, gustosissimo antipasto di quel che verrà. Perché è indubbio che le due squadre – attualmente prima e seconda forza in Superlega – siano tra le maggiori candidate a lottare per lo scudetto e, chissà, anche per i trofei di domani. Delle prossime stagioni.

Ma le battaglie per il tricolore sono un orizzonte ancora (relativamente) lontano. Il presente, anzi il futuro prossimo vuol dire Coppa Italia. 

Verona nel mirino Dalle parti del PalaBarton Energy la concentrazione è massima. Nessuno guarda oltre. All’eventuale finale. La testa dei Block Devils è focalizzata solo su Verona. Sulla necessità di prepararsi al meglio contro un avversario che nel suo arsenale ha diverse armi per far male a qualsiasi squadra. La Sir lo ha provato sulla sua pelle nella gara di andata di stagione regolare, in cui la Rana si è imposta a domicilio al tie break. Chi vince festeggia, chi perde spiega, si usa dire in maniera forse un po’ troppo semplicistica nel mondo dello sport. Perché chi perde, oltre a spiegare, può anche imparare. Può trarre tesoro da cosa non ha funzionato a dovere in una singola partita. Succede dopo le vittorie, ed in questo senso coach Lorenzetti va sempre oltre il risultato per analizzare cosa è andato più o meno bene anche nei successi più netti. Figurarsi se non si studia tutto a 360° quando si perde.
Doppia rivincita Ecco allora che il ko di qualche mese fa può “aiutare” una squadra che ha tutto quello che serve per prendersi la “rivincita” a Bologna. Una doppia rivincita. Perché un anno fa, fu proprio Verona a interrompere la corsa della Sir in semifinale di Coppa Italia vendendo fuori da un 2-0 che sembrava aver ipotecato la contesa. 

Facile ritenere che quanto successo nella scorsa edizione solletichi ancora di più l’animo pugnace di un gruppo capace sempre di trovare stimoli nuovi. Vittoria dopo vittoria. Anche dopo l’incredibile filotto di 21 successi che Perugia ha collezionato da fine novembre a oggi. Questione di motivazioni. Di orgoglio. Di qualità diffusa. Di capacità di ritenersi tutti utili e nessuno indispensabile alla causa. Perché il “noi” conta più del “io”. Questione di voglia di primeggiare anche al netto di una brillantezza fisica e mentale che non può essere sempre ottimale.

Un passo alla volta La settimana di allenamenti che sta precedendo la semifinale – un unicum da diverso tempo a questa parte – può giovare alla testa e ai muscoli di Giannelli e soci. Che sabato 7 febbraio a Bologna, hanno la possibilità di prendersi se non tutto, molto. Perché superare Verona vorrebbe dire staccare il pass per la finale, andare a caccia del secondo trionfo stagionale dopo il Mondiale per club. E allo stesso “vendicare” la sconfitta maturata nell’ultima edizione. In attesa di nuovi traguardi da provare a tagliare. Ma quella è un’altra storia. In casa Sir Susa Scai l’eventuale finale è prospettiva lontana. Più di quanto possa sembrare. Ogni cosa a suo tempo…

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