Conzonato (Herita): “Raggiunta la carbon neutrality già nel 2024”
Il buon vino può nascere solo in un ambiente integro, dove la natura è lasciata libera di operare senza forzature. Di questo è convinto Andrea Conzonato, amministratore delegato di Herita Marzotto Wine Estates, secondo il quale innovare significa rispettare e custodire la terra con intelligenza e lungimiranza, unendo la tradizione all’innovazione tecnologica più avanzata.
Sostenibilità: potete farci un resoconto del vostro impegno?
“Il nostro è un impegno pluriennale e concreto, una dichiarazione d’intenti che si traduce in azioni misurabili, in linea con i più recenti standard europei (Csrd e Esrs). Siamo particolarmente orgogliosi di aver raggiunto la carbon neutrality per l’esercizio finanziario 2024, diventando così la prima azienda vitivinicola italiana a ottenere questa importante certificazione. Un punto di partenza, piuttosto che di arrivo: la nostra priorità non è tanto compensare, ma lavorare costantemente per ridurre le nostre emissioni. Dal 2023 al 2024 siamo infatti passati da circa 39.000 tonnellate di CO2e a circa 32.000 tonnellate di CO2e, con una riduzione del 22% delle emissioni Scope 1 e 2. Il 100% del nostro parco vigneti in Italia è a conduzione biologica o certificato SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata). Inoltre, tutte le nostre tenute italiane hanno ottenuto la certificazione Biodiversity Friend. Adottiamo principi di economia circolare, come ad esempio il progetto RafCycle a cui aderiamo da ormai cinque anni, volto a recuperare gli scarti delle etichette adesive per trasformarli in nuovi prodotti anziché destinarli all’incenerimento o allo smaltimento in discarica. Per quanto riguarda il packaging, utilizziamo carta e cartone certificato Fsc per gli imballaggi, oltre il 50% di vetro riciclato per i contenitori e abbiamo avviato un percorso di alleggerimento del peso delle bottiglie. Il 99,6% dei rifiuti prodotti dall’intero processo produttivo è destinato a riciclo o recupero. Per quanto riguarda gli aspetti social e di governance, posso senz’altro citare il modello di gestione della salute e sicurezza certificato (Iso 45001) secondo cui opera l’azienda, che si è assunta l’obiettivo di “zero infortuni”. Oltre a garantire un ambiente di lavoro responsabile e sicuro, il nostro impegno si concretizza anche nel promuovere la diversità e l’inclusione. Ad esempio, con un aumento del 40% di donne nei livelli manageriali tra il 2022 e il 2024. A tutela del consumatore, garantiamo infine la sicurezza alimentare e la tracciabilità con la certificazione internazionale Brc – Livello AA per le nostre unità produttive”.
Cosa ha significato per voi il certificato di carbon neutrality assegnato a Herita Marzotto Wine Estates?
“È un traguardo storico che ci rende la prima azienda vinicola italiana a ottenere la certificazione di neutralità carbonica, in conformità con lo standard internazionale Pas 2060. Questo risultato testimonia il nostro impegno concreto nella lotta al cambiamento climatico, una battaglia che abbiamo intrapreso 12 anni fa, iniziando con la misurazione e la compensazione delle emissioni del Pinot Grigio Santa Margherita esportato in Canada. È la conferma della validità del nostro modello di business orientato alla sostenibilità e una spinta a fare sempre di più, perché c’è ancora molto da fare in un settore come l’agricoltura, in prima linea nel fronteggiare il cambiamento climatico”.
Oggi la carbon neutrality coinvolge il 100% della vostra produzione complessiva rendendo Herita una delle aziende vitivinicole leader al mondo nella lotta al global warming. Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
“Per il futuro confermiamo in primis il nostro impegno a mantenere l’impatto climatico netto pari a zero, ma con l’obiettivo primario di ridurre sempre più la nostra carbon footprint, non solo compensarla. Per farlo, abbiamo definito dei chiari obiettivi e i necessari investimenti per raggiungerli, contenuti nel nostro piano di sostenibilità. Tra questi, l’acquisto di energia elettrica rinnovabile certificata e, parallelamente, l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici; l’incremento dell’utilizzo di combustibili a ridotto impatto ambientale; un maggiore utilizzo di bottiglie alleggerite e l’incremento della quota di vetro riciclato; un aumento del riutilizzo dei rifiuti biodegradabili nei processi aziendali”.
Avete messo in campo massicci investimenti nel risparmio energetico e nelle energie rinnovabili. Quali?
“Gli investimenti in tecnologie e infrastrutture sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che
ci siamo prefissati. Negli ultimi vent’anni abbiamo costantemente destinato risorse in favore di avanzate tecnologie di cantina, logistica ed efficientamento energetico, che hanno portato agli odierni traguardi. Come evidenziato nell’ultimo bilancio di sostenibilità, abbiamo ottenuto un incremento del 90% di energia da fonti rinnovabili e un aumento del 10% dell’energia autoprodotta da fotovoltaico, con una conseguente riduzione del 10% del consumo da fonti fossili. Attualmente, il 14% dell’energia elettrica proviene dal nostro fotovoltaico di proprietà. Un esempio specifico in questo ambito è l’investimento, presso la nostra cantina Kettmeir, in un avanzato impianto geotermico capace di sfruttare l’energia del sottosuolo per mantenere una temperatura ideale e costante nelle aree di affinamento delle bottiglie di spumante metodo classico”.

Cosa vuol dire per voi l’ottenimento di Equalitas?
“L’ottenimento della certificazione Equalitas nel 2024 per la tenuta Cà Maiol è stato un passo fondamentale
non solo per la nostra tenuta ma anche per incentivare e supportare un processo di certificazione più ampio tra i diversi produttori del territorio. Equalitas rappresenta un impegno concreto verso pratiche agricole e produttive che tutelano l’ambiente e valorizzano ogni fase del processo. Garantisce l’eccellenza del prodotto finale e allo stesso tempo incoraggia il miglioramento continuo, grazie alla richiesta di misurazione costante delle performance ambientali e sociali. È un marchio che è sinonimo di fiducia, trasparenza e rispetto lungo tutta la filiera, un valore che i consumatori ricercano sempre di più e che ci permette di ottenere un riconoscimento ufficiale del nostro lavoro. Puntiamo non solo a mantenerlo per Cà Maiol, ma a ottenerlo anche per le altre unità produttive del nostro gruppo”.
Perchè avete scelto Valoritalia e qual è stato il suo ruolo in questo percorso?
“Inizialmente abbiamo scelto di affidarci a Valoritalia perché è il più grande ente certificatore italiano, un’autorità che non ha certo bisogno di presentazioni. Il ruolo di Valoritalia nel nostro percorso di certificazione è stato fondamentale per ottenere la certificazione dell’Impronta Carbonica e, successivamente, il certificato di Neutralità Carbonica (Pas 2060). Hanno inoltre curato la certificazione Equalitas per Cà Maiol nel 2024 e ne stanno seguendo il rinnovo per il 2025. Prevediamo il loro supporto anche per la certificazione Equalitas di Santa Margherita, attesa per il 2026. Dalla nostra esperienza, possiamo confermarne l’ottima preparazione, una struttura adeguata a seguire diversi progetti in parallelo e un supporto al cliente assolutamente impeccabile. In particolare, la flessibilità e la velocità di risposta dimostrate sono state un fattore chiave per la buona riuscita del percorso fatto insieme finora”.
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