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Contro Como numeri da Serie C

Alla vigilia di una sfida delicata contro il Verona, Maurizio Sarri scuote l’ambiente Lazio con dichiarazioni dure e senza filtri. Il tecnico biancoceleste non nasconde le difficoltà della squadra, reduce da una prestazione opaca contro il Como e ancora alla ricerca di certezze dopo un avvio complicato. Tra autocritica, analisi tattiche e il richiamo alla responsabilità collettiva, le sue parole diventano un campanello d’allarme per squadra e società, al culmine di un’estate di tensioni, condizionata dal blocco del mercato per il club di Claudio Lotito.

“La preparazione è stata normale, abbiamo lavorato di forza e per reparti. La voglia di riscatto deve essere forte, non vinciamo in casa da 6 mesi, deve essere enorme la voglia di dare una gioia ai tifosi”, ha esordito Maurizio Sarri in conferenza stampa. “Contro il Como la prestazione è stata brutta a livello individuale e collettivo, va colpevolizzato l’atteggiamento nel collettivo. Non c’è uno più colpevole di altri, non sarà una discriminante”. E ancora: “La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo di come giocare non dico del modulo ma di come si sviluppa il gioco. Io a Como già nel primo tempo ho capito che potessimo far male solo attaccando la profondità. A Como abbiamo dei numeri che sotto tutti i punti di vista sono di Serie C. 66% dei passaggi riusciti per esempio, questo come paradosso mi dà pure fiducia, non possono essere i numeri nostri”, ha sottolineato Sarri.

Blocco psicologico della squadra? Non è un blocco, è un passaggio in cui ora si gioca pensando, quindi si possono perdere dei tempi di gioco. Penso di proporre un calcio semplice, che non vuol dire facile. Spero che sia una fase di transizione, l’aspetto misterioso è come si vada a lottare in amichevole e poi si sia così passivi in campionato”, ha proseguito il tecnico della Lazio. Poi uno dei passaggi più delicati della sua conferenza stampa: “L’anno scorso la squadra veniva criticata perché giocava col 4-2-3-1, ora con il 4-3-3. Mi conosce tutta Europa da 15 anni, se questa squadra non è adatta a me hanno sbagliato a chiamarmi. Difficile che diventi un altro”. “La Lazio l’anno scorso ha fatto bene fino a quando ha spinto dal punto di vista mentale, non è stato un discorso tattico. Vediamo se riusciamo a innescare nuova energia, i segnali positivi sono spariti alla prima di campionato”, ha sottolineato ancora Sarri.

“Quello di tornare in Europa immediatamente è un obiettivo che state dicendo voi, la società non me l’ha detto. Mi ha parlato di 3 anni partendo da una stagione di maggiore difficoltà, se noi ora riusciamo a creare 7-8 giocatori di un certo livello poi allora ne serviranno soltanto 3. Altrimenti diventa un mercato difficile… A gennaio? Lo dovete chiedere alla società, io non speravo nemmeno nel blocco precedente“, ha detto Sarri sul tema calciomercato. “Ho visto un buon precampionato contro squadre di livello, ho visto una squadra con voglia di lottare, soffrire e ottenere risultati. Domenica ho visto un’altra cosa. Non deve più mancarci l’energia. Ora la situazione è questa. La squadra ha lavorato bene durante il ritiro, tutto sommato mi sono piaciute le amichevoli. Poi mi sono uscito come uno che fa fatica a vedere ciò che ha visto. Ho fatto fatica a capirlo“, ha concluso Sarri.


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