Trentino Alto Adige/Suedtirol

Consumo e spaccio, la droga dilaga: salgono a 800 gli assistiti al Serd – Cronaca



BOLZANO. Un fiume di droga sembra inondare piazze e strade. I sequestri di chili di sostanze si sono ripetuti nell’ultimo mese, a dimostrare la vastità del problema e l’impegno delle forze dell’ordine per contrastare un fenomeno reso dilagante dalla continua richiesta.

I dati del Serd

Gli effetti di questa richiesta si traducono nei numeri degli accessi al Servizio per le dipendenze (Serd), dove mediamente, ogni settimana, una dozzina di persone effettua un primo accesso. La forbice oscilla tra le 8 e le 15 unità a settimana. Una media che è salita subito dopo il Covid. «Prima eravamo fermi a due o forse tre nuovi accessi a settimana – dice Bettina Meraner, direttrice reggente del Serd – Attualmente abbiamo in carico circa 800 assistiti, molti dei quali in cura per dipendenza da oppiacei, ma sono in aumento quelli da cocaina, sia sniffata che fumata».

La maggior parte dell’utenza è costituita da persone sotto i 30 anni, sia italiani che stranieri, che spesso hanno anche problemi sia di natura sociale che giudiziaria. Tra questi ci sono spesso genitori che approdano al SerD per una valutazione chiesta dal Tribunale dei minori per escludere tossicodipendenze che però troppo spesso sono confermate, informa ancora Meraner.

«Ci sono poi le persone che intercettiamo nella casa circondariale. Cominciamo a seguirle, ma poi, quando escono dal carcere, si perdono di nuovo». Un problema che riguarda, così la primaria, «ogni ceto, a differenza di 5 o forse 10 anni fa, quando il numero dei benestanti era molto inferiore». Legati al Serd restano più a lungo i dipendenti da sostanze oppiacee, «perché hanno bisogno della continuità farmacologica. La cocaina, invece, è anche più difficile da individuare. Spesso i loro atteggiamenti aggressivi, dovuti alla mancanza di sostanza, si confondono con quelli di persone con problemi comportamentali». Di recente, il capoluogo ha avuto anche un sospetto caso di overdose: un 40enne è stato trovato senza vita all’interno del centro commerciale Twenty.



Tutti segnali di un forte consumo di droga in città. E dove c’è consumo, aumenta l’offerta con maggiore possibilità di affari per trafficanti e spacciatori.

Le piazze di spaccio

La città si divide in piazze di spaccio al centro, e punti vendita ricavati in appartamenti o garage nei quartieri immediatamente periferici. Sono situazioni note a tutti quelli che sanno riconoscerle. L’area di spaccio più conosciuta è quella che ruota tra piazza Parrocchia e piazza Verdi. Comprende via Isarco e il cortile tra Camera di Commercio e Teatro comunale: qui dominano i magrebini che vendono principalmente hashish. Marginalmente anche i centroafricani che vendono cocaina. Facile passare nella zona ed essere avvicinati dai pusher che tentano la vendita.

Con il tempo che migliora, il “mercato” torna fiorente anche nel parco del Talvera, in particolare sulle panchine della passeggiata sul lato di via Luigi Cadorna. Sempre fiorente anche la vendita sul prato che si affaccia sulla confluenza del Talvera nell’Isarco.

Spaccio in casa

Ci sono poi centri di spaccio ricavati in appartamenti o garage. La zona in cui il fenomeno è più diffuso è nel quartiere Don Bosco tra via Milano, via Palermo e via Torino. In molti casi sono consumatori residenti che “pagano” il vizio, ospitando gli spacciatori i quali, in quegli alloggi, si dedicano alla attività di spaccio.

Anche in questo caso cittadini magrebini manterrebbero il monopolio sull’hashish ma anche sulla cocaina. Nel quartiere Casanova, la zona di forte interesse è quella compresa tra la stazione ferroviaria e il supermercato. In quest’area a spacciare sarebbero anche bolzanini. In alloggi si vende droga, secondo residenti, anche a Firmian in prossimità di via Mozart, dove gli spacciatori segnalerebbero l’arrivo di droga lasciando indumenti appesi sugli alberi. In piazza Mazzini ci sarebbero, invece, i balcanici con la cocaina. In via Europa, lo spaccio avviene in alcuni appartamenti e garage interrati di due palazzi in cui risiedono cittadini di diverse nazionalità.

A Oltrisarco, non ci sarebbero piazze note, ma sospetti in piazza Bersaglio e via Aslago.Droga che, a seconda della tipologia, arriverebbe a Bolzano da direttrici diverse. La cocaina arriverebbe dal milanese o dal bresciano, l’hashish, invece, dal confine austriaco. I corrieri viaggiano spesso in macchine prese a noleggio. Il treno è troppo rischioso per via dei frequenti controlli dei cinofili e anche perché sarebbe difficile mantenere celato l’odore dell’hashish.




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