Liguria

Consulta carcere-città, Lodi e Viscogliosi: “Nessuna esclusione per la polizia penitenziaria”


Genova. “Ci stupisce molto che il consigliere Vaccarezza si occupi della Consulta Carcere-Città: uno strumento che vede Genova come apripista a livello nazionale per costruire un rapporto tra Regione, il mondo delle carceri e tutte le istituzioni che interloquiscono con il Comune sul rapporto tra carceri e città. La Consulta ha visto, in prima convocazione, la presenza non solo di tutte le istituzioni legate, a vario titolo, al mondo della detenzione carceraria e, proprio in questo spirito, anche di una rappresentanza della polizia penitenziaria di una delle due carceri genovesi, insieme al suo direttore”. Lo dichiarano le assessore comunali al Welfare Cristina Lodi e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi rispondendo al consigliere regionale di Forza Italia che ha sposato la protesta del Sappe sull’esclusione dei sindacati di categoria dalla consulta.

“Più avanti la Consulta – spiegano Lodi e Viscogliosi – convocherà sei tavoli, in primis quelli su lavoro e sicurezza, in cui le principali tematiche legate alla vita nelle carceri saranno affrontate insieme alle rappresentanze sindacali dei lavoratori, in primis della polizia penitenziaria, che costituisce l’anello centrale di funzionamento di un carcere. Proprio con la polizia penitenziaria abbiamo sempre interloquito durante le nostre visite presso le case circondariali della nostra città, riconoscendo il valore del prezioso lavoro svolto dagli agenti, insieme a tutti gli altri operatori, diretto non solo alla tutela della sicurezza interna al carcere, ma anche all’accompagnamento dei detenuti nel loro percorso di riabilitazione”.

“Spiace davvero – aggiungono Lodi e Viscogliosi – che anche su un progetto di collaborazione con la Regione, volto ad individuare soluzioni e percorsi comuni, si voglia creare una polemica senza alcun fondamento, dal momento che il Comune di Genova, con questa operazione, intende dare avvio ad un percorso finalizzato ad una maggiore responsabilizzazione delle istituzioni rispetto al mondo carcerario: cosa che non ci risulta essere mai stata fatta, finora, in nessun’altra città italiana”.

“Rimandiamo pertanto al mittente – rimarcano le due assessore – le accuse che ci sono state rivolte, comunicando a chi di dovere che nel momento in cui si comincia a lavorare su percorsi innovativi e mai affrontati prima, come nel caso della Consulta carcere-città, l’ultima cosa che ci aspetteremmo sarebbero delle polemiche sterili e gratuite. A maggior ragione per il fatto che Regione Liguria, ente che come noto svolge importanti funzioni quali la programmazione e il lavoro per la formazione e l’inserimento lavorativo dei detenuti, ha mostrato fin dall’inizio, rispetto alla Consulta, una disponibilità costruttiva e collaborativa”.

“Il Comune continuerà quindi il percorso avviato con la Consulta carcere-città e lo svilupperà, lo ribadiamo, con tutti i protagonisti della vita del mondo delle carceri, ricordando – precisano Lodi e Viscogliosi – che questa nostra iniziativa non ha, tra le sue finalità, anche per rispetto istituzionale nei confronti delle direzioni delle case circondariali, quella di interferire con il prezioso lavoro di monitoraggio e valutazione di quello che succede in carcere, svolto in maniera professionale dai garanti, regionale e comunale, delle persone private della libertà personale. La Consulta carcere-città punta piuttosto a relazionarsi in maniera strutturata con le altre istituzioni, e con tutti gli attori del sistema, per costruire percorsi comuni di condivisione”.




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