consegna l’oro, presi i finti carabinieri
MONTEMARCIANO – Finti carabinieri arrestati in flagranza da quelli veri, dopo aver raggirato un anziano. La vittima è un anziano di 86 anni, residente a Montemarciano. Martedì mattina ha ricevuto la solita telefonata della truffa dei finti militari, che ultimamente è stata aggiornata con la variante della rapina. Al telefono, un impostore si spacciava per maresciallo e lo avvisava che la sua auto era stata utilizzata per compiere appunto una rapina.
Le scuse
Sotto choc per l’accaduto, si è sentito dire che qualcuno poteva avergliela sottratta a sua insaputa o aver clonato la targa. Insomma, a loro risultava proprio quella. Avrebbe quindi dovuto mandare a casa una collega per verificare se i gioielli che aveva in casa corrispondessero a quelli sottratti. Il pensionato ha così preso ciò che aveva: una collana d’oro e un orologio di valore. Tutto ciò che possedeva. Li ha mostrati alla finita carabiniera in borghese, che ha suonato al campanello. I due truffatori ignoravano che una pattuglia dei carabinieri del Norm di Riccione, da tempo sulle loro tracce, li aveva seguiti quando da Rimini avevano imboccato l’autostrada in direzione sud. L’auto sospetta era di proprietà dell’uomo, un 33enne napoletano residente a Rimini. I militari l’hanno pedinata mentre usciva dal casello di Montemarciano per recarsi a casa della vittima prescelta. Hanno visto il veicolo fermarsi, la donna, una 50enne anconetana, uscire e dirigersi verso l’abitazione. Il complice attendeva in auto pronto a partire. Dopo diversi minuti lei è uscita, ha raggiunto il giovane ed è salita a bordo. In quel momento i carabinieri hanno fermato il mezzo. La 50enne aveva ancora addosso la refurtiva, portata via con la scusa di farla controllare. Indossava sia la collana che l’orologio, di cui non ha saputo spiegare la provenienza. E’ stato poi l’anziano, raggiunto dai veri militari, a riferire di averli consegnati dopo la telefonata per evitare di finire nei guai. I due sono stati quindi arrestati in flagranza di reato e trasferiti nelle celle di sicurezza, in attesa dell’udienza di convalida che si è svolta ieri mattina. Assistiti dall’avvocato Simone Campolattano di Rimini, hanno patteggiato una condanna a due anni e sei mesi ciascuno. La donna, che ha precedenti specifici per truffa, è stata trasferita in carcere. Essendo senza fissa dimora non aveva una casa dove scontare la pena. Lui invece, già noto per reati contro il patrimonio, dovrà restare ai domiciliari nell’abitazione di Rimini. Per l’anziano raggirato un lieto fine, potendo recuperare i suoi averi sottratti con l’inganno.




