Umbria

conquistata ancora una volta la Supercoppa


Qui si fa la storia. E non è la classica frase fatta. A farla, nel vero senso della parola, è la Sir Susa Scai Perugia, che davanti agli oltre 6000 spettatori che hanno gremito il PalaTrieste ha conquistato la Supercoppa di Lega.

Un trionfo che non può essere annoverato come uno come gli altri per la società del presidente Gino Sirci: quello messo in bacheca oggi è il settimo titolo. Mai nessuno, almeno fino a questo momento, ha saputo fare meglio, ad eccezione di un mito di questo sport, ovvero la Sisley Treviso, anch’essa vincitrice sette volte.

A cadere nell’ultimo atto della manifestazione è la Rana Verona, che ha dimostrato ancora una volta di essere un’autorevole candidata alla vittoria; la chiave di questo 3-1, ancor più che le doti tecniche, che ancora una volta sono venute fuori, è il grande spirito di gruppo e la compattezza mostrata nei momenti difficili, che pure non sono mancati (il chiaro riferimento e al primo set e a buona parte del quarto).

E questa non può che essere un’ulteriore nota di merito dato che il roster era ancora una volta falcidiato dalle assenze, da Loser ad Ishikawa fino a Solè, entrato solo per battere. Chi però è subentrato ancora una volta si è fatto trovare pronto, è il caso di Federico Crosato, che partita dopo partita si sta rivelando sempre più affidabile nonché un elemento su cui puntare senza ombra di dubbio per il futuro.

Perugia dunque si porta a casa il secondo trofeo stagionale dopo il mondiale per club e la quarta Supercoppa consecutiva. Anche questo è un record perché dal 1996, anno in cui questa competizione è stata istituita, nessuno ha saputo fare meglio.

Le attenzioni ora si spostano agli altri due traguardi rimasti: la Champions League, da difendere nel non facile quarto di finale, e la lotta scudetto, con i playoff che partiranno nel prossimo fine settimana. Ci sarà qualche giorno di tempo per staccare giustamente la spina, ma il morale sarà sicuramente a mille. E può essere un vantaggio non da poco. 

Le cifre

Due sono i fondamentali che di fatto hanno deciso una sfida per larghi tratti equilibrata: l’attacco e la ricezione. Ed è Perugia a fare meglio, nel primo caso con il 60% contro il 57 avversario, nel secondo con il 44% contro il 34 degli scaligeri. Il lavoro del tecnico sotto questo profilo si è visto e i risultati non possono che essere sotto gli occhi di tutti. Meglio Verona a muro (9 vs 4) e al servizio (8 aces a 6 con più errori però, 25 vs 17), ma non è bastato.

Tra i singoli grandissima la prova di Oleh Plotnytskyi, 17 punti di cui uno in battuta ed il 64% in attacco. Darlan ha tentato fino all’ultimo di indirizzare il trofeo in riva all’Adige (28 punti, 6 aces, 2 muri ed il 77% in attacco) ma non è bastato.

A conquistare il titolo di MVP della due giorni triestina è nemmeno a dirlo Simone Giannelli, che in questa finale si è tolto la soddisfazione di realizzare 3 punti di cui 1 a muro. Semplicemente inarrestabile.

La partita

Nessuna modifica al sestetto della semifinale, che vede l’impiego di Giannelli – Ben Tara, Russo – Crosato, Plotnytskyi – Semeniuk e Colaci libero.

Buono l’approccio dei bianconeri, che vanno a segno con Semeniuk e Plotnytskyi (4-7). Darlan inizia ad armare il braccio (9-10), Semeniuk allunga ancora (9-12). Ace di Plotnytskyi ed è 11-15. Sembra tutto indirizzato, ma Soli azzecca i cambi: dentro Mozic e Vitelli e la musica, lentamente, inizia a cambiare. Ancora un ace di Darlan ed è 19 pari. Si va ai vantaggi ed è Verona a spuntarla con Keita. 27-25 e Perugia beffata proprio sul filo di lana.

Si torna in campo e Darlan non vuole smettere di stupire: dai nove metri trova il 10-8. Ben Tara non molla e si passa sul 12-13. Anche Lorenzetti pesca dalla panchina: Dzavoronok è incisivo al servizio ed il resto lo fa Crosato a muro. 23-20. I Block Devils restano concentrati e vanno al pareggio con Ben Tara (22-25).

Terzo set e servizio che fa la differenza: quello di Semeniuk vale l’8-11. Verona riesce a riprendere campo e a pareggiare al 16, poi si assiste ad un botta e risposta tra i due bombardieri, Plotnytskyi e Darlan (18-17). Perugia ha ancora il merito di non scomporsi e trova l’allungo decisivo con Giannelli (20-23). Vantaggio prezioso che verrà ben gestito: 21-25 e Perugia che compie il sorpasso.

I gialloblù non ne vogliono sapere di mollare e iniziano meglio il quarto set, raggiungendo il massimo vantaggio con l’ace di Keita. Lorenzetti riesce a ricomporre la situazione con un time out e i suoi recuperano tutto il distacco con Semeniuk (14-14). Si va avanti punto a punto fino al pesantissimo errore di Darlan che indirizza la gara sul 21-23. Tre sono le palle per chiudere, va in battuta Keita e non trova il campo: 22-25 e tripudio tutto bianconero. 

Tabellino

RANA VERONA – SIR SUSA SCAI PERUGIA 1-3

Parziali: 27-25, 22-25, 21-25, 22-25.

ARBITRI

Andrea Puecher di Padova, Antonella Verrascina di Roma

LE CIFRE

RANA VERONA: Christenson 1, Darlan 28, Cortesia 1, Nedeljkovic 4, Keita 15, Sani 9, Staforini (L). Mozic 3, Vitelli 8, Bonisoli, Planinsic . N.E: Glatz, D’Amico (lib).

All. Fabio Soli, vice Matteo De Cecco.

SIR SUSA SCAI PERUGIA: Giannelli 3, Ben Tara 16, Russo 5, Crosato 11, Semeniuk 13, Plotnytskyi 17, Colaci (libero). Solè, Dzavoronok 1, Gaggini. N.E: Cvanciger, Argilagos, Ishikawa (libero).

All. Angelo Lorenzetti, vice all. Massimiliano Giaccardi

VERONA: b.s. 25, ace 8, ric. pos. 34%, ric. prf. 13%, att. 57%, 9 muri.

PERUGIA: b.s. 17, ace 6, ric. pos. 44%, ric. prf. 21% att. 60%, 4 muri.




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