Confesercenti, per l’l’Epifania il 66% sceglie la “calza” – Fiere e Eventi
Per l’Epifania 2026 il 66% degli
italiani prevede di celebrare l’ultimo appuntamento delle
festività invernali facendo trovare ai bimbi un dono sotto forma
di calza, mentre il 34% non farà regali. La tradizione, però,
resta più sentita nel Centro e nel Mezzogiorno, dove la quota di
chi prepara la calza sale rispettivamente al 71 e al 70%, contro
il 61% del Nord: un divario che segnala un radicamento
territoriale ancora forte per questa ricorrenza. È quanto
emerge dal consueto sondaggio condotto da IPSOS per
Confesercenti sui consumi delle festività invernali. La spesa
complessiva stimata è pari a 64,05 euro in media, ma l’importo
“tipico” è più basso: la mediana si ferma a 40 euro, a conferma
di un’Epifania fatta soprattutto di piccoli pensieri. Si spende
meno tra i 18-34 anni (media 42,69 euro; mediana 25) e di più
tra i 35-65 (media 72,77 euro; mediana 50). E il Centro-Sud non
è solo l’area dove la Befana è più diffusa: è anche quella dove
risulta più generosa, con il Mezzogiorno che esprime i valori
più alti (media 75,65 euro; mediana 50), nettamente sopra il
Nord (media 57,30; mediana 30) e il Centro (media 57 euro circa;
mediana 40). Quando si sceglie di fare un dono, nella stragrande
maggioranza dei casi si resta fedeli alla formula classica:
riportando le risposte a 100 tra chi regala qualcosa, la calza
raccoglie il 94% delle preferenze (97% tra i 18-34 anni), contro
un 6% che indica altro. “L’Epifania conferma un tratto che
attraversa tutta la stagione delle feste: la voglia di non
rinunciare ai momenti simbolici, ma con una spesa prudente e
selettiva”, commenta Confesercenti. “La calza funziona perché è
flessibile: permette un regalo ‘su misura’, fatto di piccoli
acquisti e attenzione alla qualità. È una ricorrenza che resta
più ‘di comunità’ nel Centro-Sud, dove la tradizione della calza
è più diffusa e si traduce anche in un budget mediamente più
alto, pur dentro una logica di regali piccoli e mirati. Non è un
secondo Natale: è l’ultimo appuntamento delle festività e premia
acquisti rapidi e su misura – dolciumi, piccoli giocattoli,
articoli per la persona – spesso realizzati sotto casa. Per la
rete dei negozi di vicinato è un passaggio importante perché
intercetta un consumo capillare, legato alla fiducia nel punto
vendita e al radicamento nei territori”.
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