Abruzzo

confermata in appello la condanna per uno dei bulli


Confermata in appello la condanna a due anni e 15 giorni per il diciannovenne, all’epoca minorenne, che, insieme ad altri due, aggredì Giuseppe Pio D’Astolfo dietro l’ex stazione Sangritana, in centro a Lanciano. Era il 17 ottobre 2020.

Il giovane, oggi 24enne (li compirà mercoledì), rimase per un mese in coma a causa del violento pugno che gli fu sferrato di spalle, alla testa. Tuttora ha danni permanenti ed è costretto a cure costanti. A processo è finito l’unico dei minorenni all’epoca imputabile, in quanto aveva appena compiuto 14 anni. Gli altri due, il fratello e il cugino, avevano 13 anni. 

Ieri, 12 giugno, la sezione per i minorenni della Corte d’appello dell’Aquila ha confermato la condanna in primo grado per lesioni personali gravissime. La difesa dell’imputato, l’avvocato Vincenzo Menicucci, aveva basato il ricorso sul fatto che non era stato il 14enne a sferrare materialmente il pugno, bensì uno dei 13enni (il cugino, ndc). Ci sarebbero, inoltre, una telefonata e un testimone oculare che dimostrerebbero i tentativi dell’imputato di portare via il cugino ed evitare che venisse alle mani con D’Astolfo e i suoi amici, come invece avvenne.

Il tribunale per i minorenni ha riconosciuto il concorso morale del ragazzo nell’aggressione. La difesa attenderà le motivazioni, previste per il prossimo 31 agosto, per decidere se ricorrere in Cassazione. 


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