Marche

condannato a 8 anni l’ex prof di sostegno


FERMO – La Cassazione conferma: passa in giudicato la condanna a 8 anni di reclusione per violenza sessuale ad un ex insegnante di scuola media a Fermo, Roberto Ferracuti. All’epoca dei fatti, tra il 2016 e 2017, era insegnante di sostegno in un istituto scolastico della città quando gli sono stati contestati abusi su tre alunni minorenni. Tutto iniziò all’epoca dal racconto di un primo ragazzo. La Terza Sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato.

Il risarcimento

La sentenza diventa così irrevocabile e si apre ora la fase dell’esecuzione della pena in carcere.

Confermata anche la condanna risarcitoria a carico del responsabile civile del Ministero dell’istruzione e del merito per le violenze sessuali commesse a scuola. Gli atti contestati si sono consumati in parte nell’istituto, durante lezioni di sostegno individuali, in parte a casa. Confermate anche l’interdizione perpetua dalle attività di insegnamento e dagli incarichi che comportino contatti abituali con minori. Le tre vittime e le loro famiglie si sono costituite parti civili, assistite dagli avvocati Alessandra Iacopini, Filippo Polisena, Matteo Restuccia e Marco Tomassini, che già nel 2019 avevano chiesto e ottenuto la citazione del Ministero quale responsabile civile.

La dirigente

Era stata la dirigente scolastica a segnalare gli abusi alla Procura della Repubblica, dopo il racconto di un ragazzo ai genitori. Le successive indagini hanno fatto emergere le altre due vittime. I tre minori sono stati ascoltati in incidente probatorio, in ambiente protetto e con l’assistenza di una psicoterapeuta. In tutti e tre i gradi di giudizio il verdetto è stato costante. Condanna a 8 anni di reclusione dal tribunale di Fermo, sentenza confermata dalla Corte d’appello di Ancona e ora, col pronunciamento della Cassazione, il procedimento si chiude. «Dopo quasi dieci anni si conclude una vicenda dolorosa e lunga – dichiarano gli avvocati Iacopini, Polisena, Restuccia e Tomassini –. Questi ragazzi hanno avuto il coraggio di raccontare quanto accaduto e le loro famiglie li hanno accompagnati in un percorso giudiziario delicato e impegnativo. Alla loro segnalazione è seguita la pronta attivazione delle autorità scolastiche e della Procura. La Cassazione rende definitivo l’accertamento della responsabilità dell’imputato e dà una risposta chiara alla gravità dei fatti, nella consapevolezza che, in vicende come questa, riconoscere e ascoltare tempestivamente la voce dei minori può fare la differenza.»




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