Emilia Romagna

Condanna da 15,5 milioni per il parcheggio del lungomare, opposizione all’attacco


Il Comune di Riccione dovrà far fronte a una condanna da 15,5 milioni di euro – oltre agli accessori di legge – legata alla vicenda del parcheggio interrato del lungomare. La sanzione scuote i conti dell’amministrazione e solleva dure reazioni politiche dall’opposizione.

Ad aprire le critiche anche Pietro Vignali, segretario regionale e capogruppo di Forza Italia in assemblea legislativa: “Ci troviamo di fronte all’esito disastroso di una gestione superficiale della cosa pubblica, i cui nodi oggi vengono al pettine. Non si tratta soltanto di un’imponente perdita finanziaria per un singolo municipio, ma del chiaro segnale di un modus operandi della sinistra e del Partito Democratico che, quando governa gli enti locali della nostra regione, troppo spesso sottovaluta la l’amministrazione delle grandi opere e dei contenziosi legali. Il risultato? Un potenziale danno erariale che condiziona i bilanci e comprime i servizi erogati alla collettività. Chiediamo la massima chiarezza: continueremo a vigilare anche da Bologna affinché le risorse pubbliche non vengano mai più governate con tanta leggerezza”.

Le accuse di Renata Tosi

Entra nel dettaglio della vicenda anche la consigliera comunale di Prima Riccione, Renata Tosi, che ricostruisce la genesi del progetto: “Quella del project financing del Lungomare 2 è una storia i cui difetti d’origine erano evidenti fin dall’inizio. Ricordo bene come la giunta di allora, guidata dal sindaco Daniele Imola, prima calò la decisione dall’alto e soltanto in un secondo momento convocò un incontro di quartiere per comunicare l’avvio del progetto a cose fatte. Da quell’impostazione sono scaturite solo criticità, disagi continui per la viabilità di zona e sacrifici pesantissimi per i residenti sul fronte dei parcheggi. Negli anni avevamo ripetutamente messo in guardia l’amministrazione, sollecitandola ad affrontare con rigore il contenzioso in corso e ad accantonare cautelativamente le somme necessarie a coprire il rischio di una soccombenza. Purtroppo i nostri timori si sono puntualmente avverati. Oggi i cittadini non possono più essere lasciati all’oscuro: chiediamo l’immediata verità su questo disastro contabile. La casa comunale appartiene a tutti e i riccionesi hanno il pieno diritto di sapere come si intende far fronte a un debito di oltre 15 milioni di euro senza finire per massacrare i servizi, o andare a incidere sul patrimonio pubblico”.


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