Concorso scuola, UE smentisce i “vincoli” allo scorrimento delle graduatorie: unica condizione il divieto di abuso dei contratti a termine. Idonei PNRR chiedono assunzioni subito e stop a nuove procedure

Nessuna norma europea impedisce lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi PNRR1 e PNRR2, mentre l’unico vincolo comunitario riguarda il divieto di abuso dei contratti a termine nella scuola italiana, oggetto di una procedura d’infrazione ancora aperta contro l’Italia. Arriva la risposta della Commissione Europea.
Nella replica inviata agli idonei, la Commissione chiarisce che il PNRR non finanzia il costo delle assunzioni, ma la riforma del sistema di reclutamento e qualificazione dei docenti, con target numerici che hanno già ricevuto valutazioni positive nelle richieste di pagamento, e con una quota del 30% dei posti da riservare a chi vanta almeno 36 mesi di servizio.
Viene ricordato, poi, che la scelta degli strumenti per prevenire l’abuso dei contratti a termine spetta allo Stato membro e che l’UE non può imporre conversioni automatiche a tempo indeterminato né procedure di scorrimento specifiche, ma pretende misure efficaci contro la precarietà.
Nonostante gli annunci sulle immissioni in ruolo, una parte consistente dei posti disponibili è rimasta scoperta, con rinunce non reintegrate e graduatorie bloccate, mentre gli idonei rischiano un nuovo anno da supplenti su cattedre che ritengono di legittima spettanza dopo il superamento delle prove selettive.
I comitati degli idonei hanno indirizzato appelli alle istituzioni nazionali, denunciando “blocchi e ingiustizie” nelle procedure e chiedendo trasparenza nell’utilizzo delle graduatorie dei concorsi PNRR, già disciplinate dai decreti banditi tra il 2023 e il 2024 e interessate dal recente tetto del 30% per l’integrazione degli idonei nei posti oltre i vincitori.
Sul piano normativo, i riferimenti ai concorsi PNRR1 e PNRR2 e agli obiettivi del Piano confermano la natura riformatrice del piano e la finalità di ridurre il ricorso reiterato ai contratti a termine nel comparto scuola.
Dal fronte UE emerge una sola linea rossa: vietare l’uso abusivo dei contratti a tempo determinato e le disparità di trattamento tra personale precario e stabilizzato, profili per cui l’Italia è stata sollecitata e, da ultimo, deferita per le inadempienze persistenti, anche nel settore scolastico.
Nella documentazione di valutazione del PNRR, la riforma del reclutamento docenti è inserita tra i traguardi monitorati e già oggetto di positive verifiche preliminari nelle più recenti richieste di pagamento, a conferma che la leva europea non è lo stop allo scorrimento, bensì il rispetto dei target e l’efficacia contro il precariato strutturale.
Da qui l’appello degli idonei: procedere subito allo scorrimento graduatorie, senza ulteriori rinvii, elenchi regionali o nuovi concorsi per candidati già selezionati, per coniugare obiettivi PNRR e tutela del lavoro stabile nella scuola.
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