Concorso per notai, la relazione arriva al Ministero: si attendono valutazioni
A distanza di una settimana dal polverone sollevato attorno al concorso notarile – a causa della pubblicazione (per errore) sull’intranet del Notariato di un file excel con giudizi inappropriati e ambigui riferimenti in codice accanto ai nomi dei 250 candidati che avevano superato la prova scritta -, la relazione interna richiesta dal ministero della Giustizia al presidente della commissione esaminatrice è arrivata agli uffici di via Arenula. Per scoprire, quindi, quale sarà il destino delle prove di selezione bisognerà attendere la fine delle procedure di monitoraggio del materiale fornito e il verdetto ministeriale.
La diffida del Codacons
Nel frattempo, però, non si sono fatte attendere le azioni legali. Ad aprire le danze è stato il Codacons che, nella giornata di mercoledì 25 febbraio, ha inviato una formale diffida al Consiglio nazionale del Notariato e al ministero della Giustizia per tutelare chi ha sostenuto lo scritto. L’associazione, in particolare, ha fatto leva sulla necessità di ammettere in automatico all’orale tutti i candidati che avevano affrontato le prove nel 2024 e nominare una nuova commissione esaminatrice.
«Nel sistema dei concorsi pubblici, l’anonimato delle prove scritte è un principio essenziale e indefettibile», ha sottolineato. «La notizia della formazione e circolazione di un documento coi nominativi dei candidati, giudizi soggettivi e sistemi di classificazione non previsti dalla normativa concorsuale arriverebbe a introdurre un elemento di opacità difficilmente compatibile con i principi costituzionali e i canoni di imparzialità, buon andamento e parità di accesso ai pubblici uffici. Un simile assetto non consentirebbe di escludere che la valutazione degli elaborati sia stata influenzata, anche solo indirettamente, da fattori estranei al contenuto tecnico-giuridico delle prove».
Denunce dei candidati alla Procura
Ma non è tutto: la mobilitazione ha coinvolto – in diverso modo – anche i diretti interessati. Al momento, infatti, sono al vaglio dei pm della Procura di Roma le denunce presentate da alcuni candidati. Gli incartamenti saranno, quindi, esaminati dai magistrati che si occupano di reati contro la pubblica amministrazione e saranno loro a valutare la sussistenza o meno di eventuali profili penali.
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