Puglia

Concluso il Wannà Festival della politica giovane: al centro l’Europa

Dialogo. Razionalità. Ricostruzione. Queste le parole d’ordine su cui basare il futuro dell’Europa. È quanto emerge dalla V Edizione del Wannà Festival, organizzato dall’I.I.S.S. “Leontine e Giuseppe De Nittise dedicato interamente alla politica giovanile. Il Festival si è tenuto dal 16 al 21 marzo nella sala rossa del Castello Svevo di Barletta, e il suo tema centrale è stato l’Europa, in particolare l’Unione Europea e la sua attuale crisi.

L’evento è stato inaugurato dal sindaco, Cosimo “Mino” Cannito, che ha ringraziato Antonio Diviccaro, preside del Liceo e organizzatore del Festival, per aver avuto l’idea e per il supporto reciproco. Nel suo discorso d’apertura, ha accennato alla recente riapertura di Palazzo San Domenico, in cui si è tenuta la prima giornata della kermesse, <>, restaurato <>.

Il dott. Diviccaro ha avviato tutte le giornate del Festival. Nel corso degli appuntamenti, ha ricordato il grande sforzo del corpo docenti, scaturito dalla convinzione <>. Ha sempre sottolineato come il tema centrale della manifestazione fosse l’unione tra popoli europei, che negli ultimi anni è venuta a mancare con la rottura della coesione dei mercati, riducendosi così ad <> .

Significativa, a tal proposito, la lectio del prof. Carlo Spagnolo, ordinario di Storia Contemporanea dell’Università di Bari “Aldo Moro” (UniBa), tenuta nel quarto giorno dell’evento, in cui ha sottolineato come l’attuale UE abbia in parte tradito la volontà dei padri fondatori di promuovere l’uguaglianza dei popoli, motore della crescita collettiva, preferendo <>.

Alessandra Beccarisi, filosofa ed ordinaria di Storia della Filosofia medievale dell’Università di Foggia (UniFg), nonché direttrice artistica del Festival, ha presentato un itinerario sulla storia d’Europa, a partire dal suo mito fondativo: il “ratto di Europa”, narrato nelle Metamorfosi di Ovidio, in cui la principessa fenicia Europa viene rapita da Zeus, che la porta in Grecia per unirsi a lei. Per Beccarisi, l’Europa<>, unluogo<>. Ciò<>. Identità che anche Giuseppe De Nittis ha assorbito in sé, in quanto <>.

Altra questione è stata il crescente uso delle armi, a discapito della pace. Giacomo Fronzi, filosofo ed ordinario di Estetica dell’UniBa, nella terza giornata della kermesse, ha parlato di come la guerra sia legata alla mancanza di una definizione comune di “Europa”, che ha accentuato i nazionalismi e <>, a danno dell’appartenenza ad una storia condivisa. Il Sud Italia risulta particolarmente cruciale per il recupero delle nostre radici comuni. <>, infatti<>. È quanto mai necessario da idee nuove, che portino ad una rivoluzione dal basso, guidata dall’arte. Un’arte – enfatizza Fronzi – che non edulcori la realtà, e che possa essere <> alle nostre coscienze.

Sempre nella terza giornata, è intervenuto Roberto Santaniello, funzionario della Commissione Europea e scrittore de “L’Unione Europea spiegata ai ragazzi”, edito da Francesco Brioschi Editore, che mira <>, senza escludere gli adulti dal target. L’UE descritta dal direttore è <>, <>, creato come antidoto alle guerre mondiali. Tuttavia, con l’attuale corsa agli armamenti (in vista del conflitto in Ucraina), siamo tornati alle stesse prassi del novecento. <>, ha affermato Santaniello, sconcertato. Per far scoppiare la pace, è fondamentale tornare alla razionalità illuminista, culla del pensiero europeo moderno, e rimettere al centro i tre principi della rivoluzione francese: fratellanza, uguaglianza e libertà.

L’evento ha inoltre ospitato Alessio Giannone, in arte Pinuccio, ex-inviato per Striscia La Notizia e attuale conduttore di Prova d’Inchiesta su La7. Durante la quarta giornata, ha fatto un intervento in cui ha criticato i limiti della libertà d’informazione in Italia, confrontandola con le altre nazioni. Ha parlato di come <>, in quanto lì, a differenza dei podcast nostrani, è impensabile che un politico si metta d’accordo in anticipo sulle domande da porre. Ha poi mosso una critica all’attuale esecutivo, che <> e che alimenta il pregiudizio secondo cui la decrescita del paese sia dovuto alla loro mancanza di voglia di mettersi in gioco.

È stata di grande importanza la presenza, nella quinta e ultima giornata, di Giuseppe Di Bari, presidente del comitato di quartiere Zona 167 della nostra città, che nel 24 ottobre 2025 fu vittima di un agguato in cui ha rischiato la vita, uscendone solo con dei danni parziali alle gambe, da cui è guarito. Ha elogiato il suo comitato come un <>, che coinvolge gli abitanti della periferia di Barletta nella lotta contro l’illegalità. L’agguato non ha fermato Di Bari, che ha ricordato, citando le parole di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, <>.

Oltre a ciò, da segnalare la presenza, nella seconda giornata, di don Nicola Grosso, che ha sostituito Mons. D’Ascenzo, arcivescovo della nostra diocesi, impossibilitato a presenziare al Festival per impegni personali. Il sacerdote ha sostenuto che tracciare il futuro dell’Europa è possibile attraverso il recupero delle radici cristiane e dallo sforzo comune dei cittadini europei nel camminare assieme, rinforzando il dialogo e valorizzando gli anziani, i quali hanno vissuto un’Europa più vicina ai valori dei padri fondatori, e ne sono quindi depositari.

Infine, è da mettere in evidenza il lavoro dei liceali che hanno preso parte al Festival e che si sono impegnati nella parte creativa dell’evento, recitando monologhi sui padri fondatori dell’Europa, come il già citato Schuman, ma anche Altiero Spinelli e Simon Veil, oltre che promuovendo Erasmus+ e European Solidarity Corps, due servizi, sovvenzionati dall’Unione Europea, a disposizione degli studenti uscenti dal liceo che vogliono cimentarsi nello scambio interculturale e nel volontariato internazionale. È stato promosso anche il progetto europeo Resiliage, presentato dalla dott. Rosa Tamborrino, professoressa di Storia dell’architettura al Politecnico di Torino, volto a salvaguardare il patrimonio culturale non solo come oggetto da preservare, ma come risorsa viva e utilizzabile dalle comunità nazionali.

Francesco Devincenziis


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