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«Con un agente immobiliare visitavo case che non potevo comprare: mi eccitava vedere lui e mio marito nella stessa stanza. A casa mi masturbavo pensando di fare sesso con entrambi contemporaneamente». Risponde Elena Di Cioccio

Che Bomba! Grazie amica. Tranquilla, non sei una predatrice immobiliare, né una traditrice, né credo l’unica al mondo ad aver integrato Idealista con Pornhub, o innestato tra loro come fossero piante, motori di ricerca lontani tra loro per forma e contenuto. Succede. Facciamo quel che possiamo. A volte si cercano trilocali, a volte triangoli emotivi. È l’economia dell’immaginazione . Andiamo a prendere quel che ci serve dove lo troviamo. Trovo follemente geniale che tu per un anno non abbia davvero cercato dimora, ma abbia fatto una sorta di casting per dare vita alle tue fantasie erotiche sul filone «case a prima vista». Come nelle collane dei libri erotici rosa, hai messo insieme attori, location e passione. Un appartamento sconosciuto molto luminoso, un agente immobiliare in cravatta, tuo marito con il metro in mano e tu, regista silenziosa di tutto questo, che batti il ciak con le tue mani tra le gambe, una volta sola. Decisamente la vera metratura interessante non era quella del salotto, ma quella del tuo desiderio. Ci sono genitori che si scapicollano per accompagnare la prole a prendere lezioni da insegnanti attraenti, non solo per senso genitoriale, ma anche per rimpinguare il pozzo delle fantasie «bianche», e altri che trovano sistemi alternativi come il tuo per spezzare la routine. Evviva siamo umani. E non mi venite a fare la morale del tipo che il povero agente immobiliare avrebbe preferito fare una appuntamento vero, piuttosto che essere «usato» involontariamente. Uno 0,5 a fondo perduto è strutturale ad ogni impresa. Anche matrimoniale. La tua parte geniale è che hai gestito tutto con una professionalità impeccabile: nessun tradimento, nessun messaggio compromettente, nessuna chat da cancellare. Solo fantasia pura, sostenibile, a basso impatto ambientale. Un’eccitazione green, rinnovabile e senza mutuo. La soluzione perfetta per salvare capra e cavolo. Ora il tuo vero timore, diciamolo, non è confessare. È che tuo marito possa rispondere: «Ottima idea!». Perché una cosa è la fantasia che fai partire e spegni quando vuoi, un’altra è ritrovarti a dover coordinare agende, desideri e probabilmente anche imbarazzi post rapporto. La fantasia è semplice. La realtà ha bisogno di sapone, profilattici e un gruppo WhatsApp. E poi c’è un verità che nessuno dice mai abbastanza: non tutte le fantasie vogliono uscire di casa. Alcune stanno benissimo dove sono. Come quei vestiti particolari che provi in camerino e poi restituisci alla commessa pensando: «Mi piace come mi sta, ma tanto non lo metterei». Così, giusto per mettere un po’ di pepe, ho solo una piccola curiosità: che cosa ti piaceva davvero in quella stanza? I due uomini? O te stessa, per una volta, al centro dell’inquadratura, potente, invisibile, non richiesta? A volte la fantasia a tre è solo un modo elegante per non essere più sola nel proprio desiderio, senza doverlo spiegare a nessuno. Cara amica, non devi nulla a nessuno, nemmeno alla sincerità assoluta. La coppia non è un reality show con il confessionale obbligatorio. Si può anche stare bene in quel mood dove a volte l’amore è anche: io so una cosa di me, tu non la sai, e va benissimo così. Continua a darti quello che ti serve, a fantasticare in affitto o a comprare case vere. Sperimenta nuove location se ti piace! Puoi passare dalle piscine, ai bunker antiatomici, dalle cantine di stagionatura ai camper in metallo, senza per questo far del male a nessuno. Niente è troppo, niente e storto nella nostra fantasia. Finché nessuno firma il compromesso, tutto resta leggero. E decisamente più divertente. Perché ci sono desideri che non cercano davvero di essere vissuti, cercano solo una stanza privata nella nostra testa. Tenere un segreto non è sempre tradire, a volte è solo custodire.


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