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con queste idee ho partecipato alla nascita di ‘Agorà’

Al di là dello stucchevole scambio di gentilezze tra Trump, sempre più disperato, e la sua fan delusa Giorgia Meloni, la vera notizia degli ultimi giorni è stata data dal Fatto domenica, e concerne l’avvio di un produzione missilistica comune tra Germania, Israele e Ucraina. Molto significativo, dal punto di vista militare, strategico e politico, appare il fatto che i missili di produzione congiunta sarebbero in grado di colpire in profondità il territorio russo.

Le due schegge impazzite dell’Occidente cambiano cavallo e il Quarto Reich di Merz e dell’AfD che probabilmente ne prenderà presto il posto si candida con ogni evidenza alla guida dell’Europa e dell’Occidente nella prospettiva della guerra mondiale con la Russia, la Cina e i Brics nel loro complesso.

Si tratta di un disegno criminale che va fermato al più presto a qualsiasi costo. Tanto più che l’Italia pare destinata, come di consueto, a svolgere il ruolo di serva sciocca anche di questa nuova sciagurata “alleanza”. Si vedano le recenti dichiarazioni di Crosetto a favore di un riarmo che consenta al nostro Paese di svolgere un ruolo importante in tutti i teatri di guerra, compreso il Pacifico.

E non si tratta solo di Meloni & C., che hanno esaurito il loro compito infame e sono destinati a tirare le cuoia, politicamente parlando, entro il prossimo anno. Quello che si avvia a sostituirlo infatti è uno schieramento che, dal punto di vista della fedeltà all’Occidente, non ha nulla da invidiare alle destre. Prova ne sia, oltre alla conclamata, ormai, partecipazione di Matteo Renzi allo schieramento “alternativo”, la presenza, nella malsana palude piddina, di una congerie di loschi personaggi legati mani e piedi alle lobby occidentali e anzitutto a quella degli armamenti. Costoro, a quanto pare, godono della connivenza della povera Schlein, il cui progetto di rinnovamento del Pd, ammesso che sia mai esistito, è ormai fallito da tempo.

Sembrerebbe quindi che gli sventurati italiani siano condannati a una fatale e tremenda coazione a ripetere, a oltre ottant’anni dalla criminale partecipazione mussoliniana all’aggressione nazista all’Unione sovietica. Il “patriottismo occidentale” accomuna del resto Meloni e i suoi accoliti da un lato, e la parte più significativa e determinante del cosiddetto “schieramento alternativo”.

Si tratta evidentemente di una prospettiva che non possiamo accettare e che dobbiamo impedire con ogni mezzo necessario. Ciò nel nome dei nostri nonni e padri, trascinati contro la loro volontà a combattere l’Urss (si veda il bellissimo poema epico romanesco di mio zio Elia Marcelli) e protagonisti poi della lotta armata contro il nazifascismo da cui è germogliata la Costituzione repubblicana della quale gli articoli 10 (“rispetto del diritto internazionale “) e 11 (“ripudio della guerra”) costituiscono delle vere e proprie pietre angolari. E anche nel nome dei nostri figli e nipoti, che il complesso militare-industriale (come pure quello del fossile responsabile del cambiamento climatico) e i suoi commessi politici vogliono destinare a un “futuro” di guerra, miseria e morte.

Non c’è del resto nessun “patriottismo occidentale” di cui menar vanto. La favola dell’Occidente promotore di democrazia e diritti umani è stata definitivamente sepolta sotto le macerie di Gaza, insieme alle oltre 70mila vittime (di cui oltre ventimila bambini) del genocidio compiuto da Israele col pieno sostegno politico, finanziario e militare delle potenze occidentali, con in testa Stati Uniti, Germania e Italia.

Oggi la principale promotrice dei diritti umani su scala mondiale è la Repubblica popolare cinese, che sottolinea giustamente la centralità dei diritti di natura economica, sociale e culturale, e non si limita a blaterare ipocritamente, come i nostri governi e i loro servitori giornalistici e accademici, ma ha fatto uscire dalla sua povertà centinaia e centinaia di milioni di persone in Cina e nel resto del mondo.

Occorre una vera e propria rivoluzione copernicana che metta al centro la sicurezza degli Stati dell’Eurasia e dei loro cittadini, come recentemente affermato dal ministro degli Esteri bielorusso, finalmente liberi da ipoteche imperiali vecchie e nuove, nell’inevitabile prospettiva di una cooperazione planetaria senza limiti e del futuro condiviso dell’umanità.

Con questo spirito e queste idee ho aderito alla proposta, lanciata da Angelo D’Orsi e altri, di dare vita insieme ad Agorà, uno schieramento volto a portare il vento planetario del rinnovamento anche nell’asfittico e deprimente mondo della politica italiana.


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