Con Artemis II in orbita lo spazio piemontese Thales Alenia prepara la casa spaziale degli astronauti per la Luna e Marte

In queste ore il sogno di riportare l’uomo sulla Luna sta vivendo un momento decisivo. Tutto è legato alla missione Artemis II, partita nei giorni scorsi dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida. Una missione che terminerà solo sabato, ma che porta con sé un enorme contributo tutto torinese, grazie a Thales Alenia Space, partecipata di Leonardo.
Se 50 anni dopo, infatti, l’essere umano tornerà a calpestare le orme che furono di Neil Armstrong, parte del merito sarà da attribuire alle donne e agli uomini degli spazi di corso Marche, dove Thales Alenia Space ha sviluppato la struttura del modulo di servizio europeo e dei sottosistemi critici, inclusi il controllo termico e la protezione dai micrometeoriti, contribuendo in modo determinante alla sicurezza della missione.
«Lo Spazio si conferma sempre più strategico per gli equilibri geopolitici e la sicurezza globale. Stiamo passando da una logica di esplorazione a quella di infrastruttura abilitante capace di generare dati e capacità critiche anche per la Terra. Sviluppare una presenza duratura sul suolo lunare è una sfida che rafforzerà lo sviluppo tecnologico, la sicurezza e la competitività industriale», commenta Roberto Cingolani, che di Leonardo è amministratore delegato e direttore generale.
Ma non finisce qui: se Artemis II infatti ha il compito di portare gli astronauti in osservazione intorno alla Luna, il futuro è quello di tornare a calpestare il suolo del satellite terrestre. Per poi arrivare a stabilirci una presenza stabile e sostenibile. Un habitat che possa essere allo stesso tempo rifugio, ma anche trampolino di lancio per qualcosa di ancora più ambizioso: le missioni per arrivare sul Pianeta Rosso. Marte.
In questo scenario, l’Italia, grazie anche al ruolo delle istituzioni e dell’Asi, l’agenzia spaziale italiana, è tra i principali partner industriali coinvolti nello sviluppo di asset strategici per la nuova esplorazione spaziale. E ancora nel sito di Thales Alenia Space a Torino sono in realizzazione per la Nasa e l’Asi la prima casa sulla Luna per gli astronauti (ribattezzata in modo molto più tecnico “Multi-Purpose Habitat – MPH”), che garantirà un ambiente sicuro e confortevole per gli astronauti e permetterà di effettuare esperimenti scientifici e di interagire con ciò che si troverà all’esterno. Inoltre, sarà in dotazione anche ai “coloni” umani il primo lander lunare europeo Argonaut, progettato per l’ESA (Agenzia spaziale europea) per trasportare e far atterrare carichi sulla superficie lunare.
La missione Artemis I è stata lanciata nel 2022, senza la presenza di un equipaggio a bordo: è stata la prima di una serie di missioni sempre più complesse che puntano appunto a permettere il ritorno dell’uomo sulla Luna. E se la prossima “edizione” di Artemis dovrà realizzare una missione dimostrativa in orbita terrestre bassa, prevista per il 2027, sarà Artemis IV – prevista per il 2028 – a puntare al trasferimento dell’equipaggio a un sistema di atterraggio per la discesa sulla superficie lunare.
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