Comune, Ilaria Gibelli è la nuova consulente per i diritti Lgbtqia+: polemiche del centrodestra

Genova. È Ilaria Gibelli, avvocata, una delle anime di Liguria Rainbow, da anni socia di Rete Lenford e parte del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno la nuova consulente del Comune di Genova chiamata a rafforzare la tutela dei diritti delle persone Lgbtqia+ e promuovere la parità di trattamento e la non discriminazione.
La nomina, al termine di una selezione pubblica avviata nei mesi scorsi, è stata ufficializzata dal capo di gabinetto della sindaca Silvia Salis con una comunicazione firmata il 30 gennaio. L’incarico durerà tre anni a fronte di un compenso di 156mila euro.
La nomina di Ilaria Gibelli ha immediatamente fatto scattare le critiche del centrodestra. “Era candidata alle Regionali con Andrea Orlando“, hanno ricordato in molti fra i banchi della minoranza. Nei mesi passati c’era anche chi aveva scommesso pubblicamente che il nome che sarebbe stato scelto sarebbe stato quello di Gibelli: la consigliera di Vince Genova, Anna Orlando (che niente c’entra con Andrea) aveva consegnato una busta chiusa con il nome alla giunta, durante un consiglio comunale. La stessa Orlando, in passato, era stata nominata consulente dall’allora governo di centrodestra e a quel tempo era stato il Pd a ironizzare sulla scelta.
Ad ogni modo, la nuova consulente per i diritti Lgbtqia+ avrà diversi compiti, dovrà analizzare e studiare e poi relazionare all’amministrazione lo stato dell’arte sulle esigenze della comunità ed elaborare una serie di servizi e strumenti finalizzati alla realizzazione di servizi pubblici inclusivi, dalla predisposizione di un regolamento per il riconoscimento dell’identità alias, al supporto tecnico e legale alle politiche locali tese ad eliminare ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale, sulla identità di genere, sulla espressione di genere, dall’ideazione, progettazione e realizzazione di attività di sensibilizzazione sul territorio cittadino all’attivazione di un tavolo permanente sui diritti tra il Comune e le associazioni, movimenti e gruppi.
Ilaria Gibelli era tra le attiviste che si erano mostrate al fianco della sindaca Salis quando, pochi giorni dopo l’elezione, aveva annunciato la decisione di far riconoscere all’anagrafe del Comune di Genova i figli con due madri.
Le polemiche del centrodestra contro la “superconsulente annunciata”
“Vince Genova aveva previsto il nome della superconsulente incaricata per la tutela dei diritti delle persone Lgbtqia+. E così è stato”, dicono dal gruppo di minoranza. “Non contestiamo la legittimità formale del bando – afferma la consigliera Anna Orlando – ma la contraddizione politica evidente tra le dichiarazioni della maggioranza e le scelte concrete compiute dall’amministrazione. Per anni, dai banchi dell’opposizione, gli attuali amministratori hanno demonizzato il ricorso a consulenti esterni, indicandolo come simbolo di cattiva gestione della cosa pubblica. Oggi, invece, la maggioranza mette in pratica ciò che aveva attaccato, ricorrendo a una consulenza esterna onerosa dopo aver costruito la propria narrazione politica contro questo tipo di scelte”. “Si tratta di un bando pubblico formalmente legittimo, ma politicamente rivelatore. Una giunta che si era presentata come simbolo di discontinuità e rigore nella gestione delle risorse pubbliche dimostra, nei fatti, di replicare dinamiche che aveva duramente contestato”, conclude la nota del gruppo consiliare Vince Genova.
Sul caso anche Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia: “Dopo aver affidato l’incarico di consulente per lo sport al suo coordinatore di lista, Angelo Gazzo, per il consulente Lgbtqia+ la scelta di Silvia Salis ricade su un’altra figura vicino alla sinistra genovese e già candidata alle scorse elezioni regionali con la lista Orlando. L’ufficialità di un nome che era nell’aria da tempo e che rappresenta l’ennesima contraddizione di un’amministrazione che fa l’opposto di quello che annuncia e promette e che, come gruppo consiliare di Fratelli d’Italia abbiamo più volte evidenziato, anche in sala rossa. Un incarico che, lo ricordiamo, arriverà a quasi 200mila euro che non sono soldi pubblici, ma dei genovesi. E questo accade mentre il sindaco continua a lamentarsi di un bilancio comunale disastroso”.
E poi Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, della Lega: “La sindaco e la giunta dal loro insediamento hanno creato narrazioni secondo le quali il centrodestra avrebbe lasciato le casse comunali in una situazione disastrosa, ma poi vengono crete nuove onerose consulenze. Veniamo a sapere oggi che il ruolo da consulente creato dalla giunta Salis verrà ricoperto da un personaggio presente nelle campagne elettorali a sinistra. Mancano dipendenti pubblici per i servizi essenziali, ma il sindaco Salis è più impegnata a creare nuovi consulenti. Quando davvero questa giunta inizierà a occuparsi dei problemi della città?”.




