Comprano l’auto usata ma è taroccata: saranno risarciti dalla concessionaria
PESARO Pagano 5mila euro un’auto usata. Poi scoprono che per sistemarla ne servirebbero altri 3mila e che il chilometraggio reale è più alto di quello indicato al momento dell’acquisto. La Corte d’Appello di Ancona ha respinto il ricorso della concessionaria, confermando integralmente la sentenza del Tribunale di Pesaro, che aveva riconosciuto agli acquirenti un risarcimento di 5mila euro oltre interessi.
Il caso
I fatti risalgono al gennaio 2021, quando due coniugi avevano acquistato una Fiat 500 presso un autosalone di Pesaro, al prezzo di 5mila euro. Dopo l’acquisto emergono anomalie e difetti che li spingono a portare la vicenda davanti al Tribunale per far verificare le condizioni dell’auto. La consulenza tecnica disposta dal giudice accerta una non conformità del veicolo rispetto a quanto indicato nel contratto di vendita. Da un lato, il chilometraggio effettivo risultava superiore a quello indicato al momento della vendita, circostanza che aveva inciso sul valore commerciale dell’auto.
Dall’altro, erano state riscontrate componenti meccaniche di qualità inferiore rispetto a quelle fornite dalla casa costruttrice, con un costo stimato di oltre 3mila euro per il ripristino delle anomalie. Sulla base di questi elementi, il Tribunale di Pesaro ha riconosciuto il risarcimento, attribuendo la responsabilità alla venditrice. I giudici hanno inoltre escluso che i difetti fossero causati dal comportamento degli acquirenti, ritenendo tempestiva la denuncia delle anomalie (emerse solo dopo l’acquisto).
In appello, la concessionaria aveva invocato anche la clausola “vista e piaciuta”, ma la Corte ha confermato che tale previsione non può coprire i vizi occulti. Da qui il rigetto del ricorso, la conferma del risarcimento e la condanna al pagamento delle spese di entrambi i gradi di giudizio.




